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La storia de "sa Cruxi 'e Mont'e Gravellus"

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Il monumento naturale più rappresentativo di Sarroch è "sa Rocca 'e Matt'e Gravellus" , l'inconfondibile formazione rocciosa sovrastante l'abitato che ospita una caratteristica Croce. La storia di quest'ultima, poco conosciuta e oggetto d'interesse dentro e fuori la comunità sarrocchese, sarà trattata per la prima volta in questo racconto. Don Puddu celebra la messa in Piazza, anni 70. Sullo sfondo la precedente Croce in ferro battuto svetta sulla Rocca. La grande roccia "de is gravellus" - i garofani selvatici (oggi piuttosto rari) che un tempo arricchivano in abbondanza il colle roccioso - caratterizza in modo così predominante il paese che probabilmente ne ha originato il nome ( "Sarroch" dal sardo "Sa Rocca"? ) oltre ad una delle più antiche e caratteristiche vie (la Via Trento, un tempo "Via Montegravellus"). Proprio per la sua importanza identitaria e per la sua presenza così dominante sull'abitato, fu

Programma dei festeggiamenti in onore di Sant'Antonio e San Sebastiano 2021

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Anche quest'anno Sarroch - su iniziativa dell'Assòtziu Culturali "VISIT SARROCH - Natùra, Istòria & Traditziònis" insieme alla Parrocchia di Santa Vittoria e al Comune di Sarroch - ritorna a festeggiare Sant'Antonio e, per la prima volta dopo tanti anni, anche San Sebastiano. Il 2020 fu l'anno della grande riscoperta, dopo oltre sessant'anni, della tradizione de "Santu Antoni" con l'accensione de "Su Fogadoni" in Piazza, quest'anno sarà invece l'anno del proseguo del voto della comunità sarrocchese, nonostante la particolare situazione dovuta alla pandemia. Le restrizioni anti covid impediscono di celebrare una festa come quella del 2020, ma nonostante tutto non si è avuto alcun dubbio nel proseguire anche per il 2021 nella grande riscoperta di una festa così sentita e forte nella memoria storica del paese. Oltre alla celebrazione per Sant'Antonio, si è deciso di riscoprire anche un'altra festa quasi "gemell

Quando Maria Carta incontrò Sarroch

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La nostra isola ha avuto grandi artisti messaggeri della cultura musicale sarda nel mondo, tra questi due in particolare hanno tessuto un rapporto intimo con il popolo sardo che ne ha fatto delle icone. Uno è Andrea Parodi, mentre l’altra è Maria Carta, la Regina della musica popolare sarda.  Maria durante il rinfresco dopo lo spettacolo del 1973. Ecco, questi due artisti li porto nel cuore. Porto con me le memorie musicali della mia infanzia grazie a mia madre e mio padre che me li hanno fatti conoscere. Anche questo ha forgiato il rapporto speciale con la cultura della mia terra.  I sardi non scorderanno mai questi artisti. Ne conservano gelosamente quei momenti in cui li hanno ascoltati, visti e, magari, incontrati in qualche piazza o momento di comunità.  Anche i sarrocchesi custodiscono alcuni di questi momenti, in particolare quando Maria Carta, per ben due volte, si esibì a Sarroch. Maria Carta, oltre ad un’incantevole bellezza ( fu eletta Miss Sardegna nel 1957) era dotata di u

Is Animeddas e su Mortu Mortu (tratto dal mensile "La Provincia del Sulcis Iglesiente")

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Nell'ultima edizione del mensile "La Provincia del Sulcis Iglesiente", nella sezione in lingua sarda curata e tradotta da Guido Cadoni, trova spazio un contributo dell'Associazione "VISIT SARROCH - Natùra, Istòria & Traditziònis" sul tema delle tradizioni popolari sarde e sarrocchesi legate alla commemorazione dei morti. Si ringrazia il Direttore della Testata Giampaolo Cirronis e il redattore ed insegnate di Lingua Sarda Guido Cadoni per la traduzione del contributo. Clicca qui per scaricare l'edizione integrale del Giornale. Clicca qui per consultare l'articolo originale in italiano.