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La storia de "sa Cruxi 'e Mont'e Gravellus"

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Il monumento naturale più rappresentativo di Sarroch è "sa Rocca 'e Matt'e Gravellus" , l'inconfondibile formazione rocciosa sovrastante l'abitato che ospita una caratteristica Croce. La storia di quest'ultima, poco conosciuta e oggetto d'interesse dentro e fuori la comunità sarrocchese, sarà trattata per la prima volta in questo racconto. Don Puddu celebra la messa in Piazza, anni 70. Sullo sfondo la precedente Croce in ferro battuto svetta sulla Rocca. La grande roccia "de is gravellus" - i garofani selvatici (oggi piuttosto rari) che un tempo arricchivano in abbondanza il colle roccioso - caratterizza in modo così predominante il paese che probabilmente ne ha originato il nome ( "Sarroch" dal sardo "Sa Rocca"? ) oltre ad una delle più antiche e caratteristiche vie (la Via Trento, un tempo "Via Montegravellus"). Proprio per la sua importanza identitaria e per la sua presenza così dominante sull'abitato, fu

HAP''AGATAU - Poesia di Ignazio “Zino” Sechi

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Siamo onorati di pubblicare la bella poesia in lingua sarda del sarrocchese Ignazio "Zino" Sechi, arrivata al secondo posto della 14ma edizione del "Premio letterario arborense" del 2002.  HAP''AGATAU...  di Ignazio “Zino” Sechi Hap' 'agatau una perda in s'or' 'e mari  totu pren' 'e venàgius coloràus,  coloris fortis e crarus, delicàus  propriu coment' 'e perda de artari.   D'hapu castiada beni cun sa lenti  e, in mesu, hapu biu una luxi strana:  comenti candu obergiu sa fentana  ananti de unu mari risplendenti.   Sigu a castiai in cussu mar' 'e celu  candu mi biu una cascia antgh' 'i oru  asub' 'e s'aqua e aintru unu tesoru  chi luxiat a su soli chen' 'e velu.   Ci fiant a intru playas aundi s'unda  s'imbruscinat pren' 'e trinas biancas,  e abbondantizia de trigus in is tancas  cun manigas appilladas'a sa tunda.   E ancora nuraxis, e in is pranus  matas e arrius

Cartografie storiche di Sardegna dal 1554 alla fine del XVIII secolo

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Pubblichiamo le mappe dell'isola di Sardegna nelle quali, fin dal XVI secolo, troviamo indicato il toponimo di Sarroch. È di grande interesse evidenziare che, nonostante nel cinquecento l'abitato di Sarroch fosse considerato "spopolato" dal Fara, il nome era comunque ben presente nelle mappe dell'epoca. Ciò potrebbe essere spiegato dal fatto che il ricordo dell'antico Villaggio del 1300 era ancora forte nel territorio, tanto da resistere nel tempo fino alla rifondazione dello stesso a cavallo del 1700. Proseguendo cronologicamente nell'analisi delle cartografie, troviamo anche altri toponimi rimasti fino ai giorni nostri: Antigori, Portu Muvoni, Punta Zavorra, Porto Columbu e Perd'e Sali. Mappa di Mathias Quad del 1592. Mappa di Mercator Gerardus (Gerardo Kremer) del 1554. Mappa di Willem Blaeu del 1640. Mappa di Joannes Blaeu del 1662. Mappa di Pieter Van der Aa di fine XVII secolo. Mappa di Johann Christoph Weigel di fine XVII. Mappa di Jean Baptiste

Gli interni della Villa Siotto al tempo dei Siotto

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Com'era arredato un palazzo signorile di una nobile famiglia dei primi del 900? Ecco la risposta in queste preziose immagini della Villa sarrocchese di Don Giuseppe Siotto, come ci fu lasciata dalle figlie Donna Vincenzina e Donna Chiarina.   Ringraziamo Matteo Livesu per la condivisione delle immagini. Musica: Elva Lutza, Deo Torro.

Abbiamo ritrovato un vecchio libro della Casa Siotto

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In un negozio di antiquariato di Roma, abbiamo scoperto e acquistato un vecchio libro, proveniente dalla libreria della famiglia Siotto, che ci racconta una storia cara a Sarroch sugli scavi al Nuraghe Sa Domu 'e s'Orcu e sul rapporto tra Antonio Taramelli e Giuseppe Siotto. La raccontiamo in questo video.