Nuraghe Mereu

Il Nuraghe Mereu, allo stato attuale, non è un "sito turistico". E' più corretto definirlo come un sito di interesse per appassionati di archeologia nuragica. Tuttavia il potenziale turistico, oltre che scientifico, del Nuraghe Mereu è enorme. Per questo è sotto l'attenzione di associazioni e autorità locali per ottenere finalmente una adeguata campagna di scavi.

Proponiamo di seguito un album fotografico e lo scritto di Angelo Vinci.  



NURAGHE COMPLESSO MEREU A SARROCH
di: Vinci  Angelo         
                                         
  
camera superiore del mastio
Nel comune di Sarroch (centro abitato dell' hinterland di Cagliari sulla costiera occidentale)   le testimonianze della protostoria e della preistoria sarda sono innumerevoli e di grande interesse. Non mancano le Tombe dei Giganti, sepolture della fase Culturale di Monte Claro e tanti nuraghi. I due nuraghi maggiormente conosciuti sono il Nuraghe Antigori (con annesso villaggio) e il Nuraghe Sa Domu e S' Orchu. Sono due nuraghi sottoposti a campagne di scavo approfondite  dirette da grandi archeologi. Il Nuraghe  Domu de s' Orchu subì la prima opera di scavo approfondito nel 1924  da parte Antonio Taramelli. Nel 1980 la Ferrarese Cerruti effettuo lo scavo del Nuraghe Antigori. Questi due nuraghi hanno restituito reperti importanti, in particolare ceramiche micenee. Il Nuraghe Mereu è il meno conosciuto, anzi oserei dire quasi sconosciuto ai più. Eppure questo nuraghe è quello che a mio giudizio    ha avuto un ruolo preminente nel territorio. Non vi è dubbio che sia il nuraghe presente nel territorio con la maggior estensione planimetrica. La posizione del nuraghe rispetto al territorio, la grandezza in termini di mole, la particolare struttura architettonica, ci induce ad ipotizzare che fosse  il centro di potere di un cantone o quantomeno di un gruppo di nuraghi. Nel territorio di Sarroch la concentrazione dei nuraghi è alta, come pure tra Pula e Domus de Maria. Per la maggior parte dei casi di tratta di piccoli nuraghi e non tutti in buono stato di conservazione. La visuale  dal nuraghe è  a 360°. Da questo punto si poteva controllare tutto il territorio circostante. L' ipotesi che questo nuraghe fosse il "capoluogo" di un cantone viene rafforzata  analizzando la presenza dei nuraghi nell' area vasta che va da Sarroch fino a Teulada e da Sarroch fino a Cagliari e il suo hinterland occidentale. Da tale analisi si evince  che la presenza di  nuraghi imponenti e complessi come il nuraghe Mereu si riduce allo stesso nuraghe Mereu. D' altronde una delle ipotesi  maggiormente  sostenute sulla strutturazione della società nuragica è proprio la suddivisione in cantoni. Il capo cantone ovvero colui che deteneva il potere, risiedeva con la sua famiglia in un nuraghe maestoso e plurilobato . Ogni cantone aveva una sua sede o capitale se cosi la vogliamo chiamare, dove risiedeva il capo cantone che potremo anche chiamarlo principe. Il nuraghe che era la dimora come detto di colui che stava a capo del cantone solitamente era imponente e   con più torri. Se andiamo ad analizzare la dislocazione di nuraghi complessi tranne che in  alcuni casi, non li troviamo molto vicini l' un l' altro proprio perché stavano al centro di un sistema di nuraghi "minori". Tornando al Nuraghe Mereu ciò che si evidenzia subito non appena si giunge sul luogo,  è la folta vegetazione che avvolge quasi fino a farlo scomparire il  nuraghe. Il nuraghe ci appare come un imponente cumulo di massi con il solo mastio che è ben evidente. La  distribuzione degli stessi massi è disomogenea e risulta più accentuata in alcuni punti e  meno in altri. Questo è l' impatto visivo immediato.  Dal  punto di vista strutturale la realtà è ben diversa e impressionante. Dico questo perché anche dopo l' ultimo sopraluogo fatto non meno di 20 giorni fa, ho rafforzato la mia ipotesi secondo la quale   il residuato è ancora notevole, e in parte si trova ricoperto dal materiale  di crollo.
Parte svettante del mastio
Lo svettamento della torre centrale che ho misurato nella parte più alta è di 4,10 mt., mentre il diametro è di circa 9,50 mt. (misurazioni effettuate senza l' aiuto di altri, quindi potrebbero anche variare  in difetto o in eccesso). La torre centrale presenta la tholos crollata, con   il relativo materiale di crollo   riversato all' interno, che è andando  a ricoprire il pavimento della camera superiore. Che la torre abbia due camere è certo. La certezza  di ciò  si ha se osserviamo il dislivello esistente tra lo svettamento della torre centrale e il cumulo di pietre alla base della torre NORD. Occorrerebbe una misurazione accurata per determinare l' entità del salto di quota, ma "a occhio"  credo che il dislivello sia  tra  10 e 12 mt. Chiaramente se questo è il dislivello sottratti i 4 mt. del residuato della torre centrale che ancora è visibile rimangono 6 o 8 mt. che possono essere riferiti all' altezza della camera inferiore. Da aggiungere che la camera superiore per come si presenta attualmente è da considerarsi  con un residuato dell'  70-80 % della sua altezza totale. Le camere superiori sono sempre  più basse delle inferiori. La torre centrale ha una particolarità che si nota subito come si arriva in cima alla torre. La camera  risulta decentrata verso Nord/Ovest rispetto al piano della torre stessa. Sul lato Ovest della camera superiore si apre un' apertura a sezione ogivale con altezza all'apice di circa 1,50 mt. Questa era l' apertura che immetteva nella camera accedendo dalla scala intramuraria che non è visibile a causa del materiale di crollo che la ostruisce. A Nord e Ovest si evidenziano residuati di paramenti murari, non molto consistenti a dire il vero. Da notare che hanno una tendenza al profilo verticale. Questa caratteristica strutturale del paramento murario  non è tipica della struttura di un nuraghe, che viceversa già dai primi filari tende ad avere un profilo aggettante verso l' interno. 
Massi del raccordo murario
Potrebbe trattarsi di una struttura  che  portava allo stesso livello della zona Sud e Est  questa parte  su cui poi erigere le torri che sono individuabili a Nord e Ovest. Non può essere considerata parte del raccordo murario tra le torri, perché un tratto di tali mura è ben visibile  tra le torri E e  D. La lunghezza da me rilevata di questo tratto murario di raccordo   è di 9.00 ed è costituita da conci di medie e grandi dimensioni. Come ho detto il nuraghe è coperto dalla vegetazione, e ciò ne rende difficoltosa l' esplorazione, ma c' è un' altra condizione che non facilita l' individuazione sul piano planimetrico della disposizione del nuraghe: è il pietrame sparso un po' da per tutto. La disposizione planimetrica  mostrata nel disegno sottostante, è stata  ricavata dopo l' ultimo sopraluogo  nel nuraghe.
Le torri che in qualche modo si riescono ad individuare sono quattro; la B, C, D, E. La torre A sembrerebbe essere presente con un residuato sotto un cumulo di pietrame che è presente  nel punto in cui ho collocato la torre nella planimetria. Il cortile individuabile sul lato Est si presenta come una leggera depressione in un cumulo esteso di pietrame. Il lato Est è il latto che presenta un crollo più accentuato della struttura. Il nuraghe e stato edificato con blocchi di andesite in buona parte con leggera sbozzatura. I conci sono di media e piccola grandezza. Sul lato dalla torre D parte un muro a secco che si inoltra lungo il pendio del colle per circa 150-200 mt.. Questo muretto è stato realizzato  "smontando" la parti alte del nuraghe. Era una pratica in uso un po' su tutto il territorio isolano che aveva come fine ultimo il riutilizzo del pietrame come materiale da costruzione. Un aumento di questa pratica si ebbe allor quando i regnati Sabaudi  con l'  editto delle chiudende emanato da dal re Vittorio Emmanuele I ( "Regio editto sopra le chiudende, sopra i terreni comuni e della Corona, e sopra i tabacchi, nel Regno di Sardegna"),  autorizzarono  la recinzione dei terreni, introducendo di fatto la concezione di proprietà privata. Una vecchia tradizione  che persisteva dal periodo giudicale,  che   considerava  di proprietà collettiva tutte le aree rurali. 
Muro realizzato con i massi del nuraghe
A Ovest circa 10-15 mt. dal nuraghe sono presenti tre grossi cumuli di pietra di forma rettangolare  e  alti non più di 50-70 cm . I cumuli ad un primo esame (difficoltoso analizzarli in modo approfondito in quanto avvolti dalla fitta vegetazione) sembrerebbero esser stati realizzati dagli stessi che hanno realizzato il muro a secco. Potrebbero essere delle riserve di pietrame per la costruzione del muro a secco. In uno di essi su un lato corto pare sia presente una sorta di porta e un breve andito e presenta una depressione al centro, con un abbozzo di mura esterne. Forse si tratta di una capanna. Nelle  immediate vicinanze del nuraghe è presente  un luogo di sepoltura, che certamente fu al servizio dello stesso nuraghe. A circa una trentina di metri dalle ultime pietre del crollo sul crinale del lato Nord è presente una Tomba dei Giganti. Si presenta completamente avvolta dalla fitta vegetazione che ne ha inglobato la struttura e ciò ne pregiudica l' individuazione immediata. Realizzata come il nuraghe in andesite, non si trova in buono stato di conservazione. Manca  del tutto la copertura, mentre il resto della struttura è ben identificabile. Le pareti interne sono formate da lastre di  dimensioni medie di 1,10 x 1,40 mt.. L' ingresso alla tomba è con esedra e architrave. La valorizzazione e il recupero di questo nuraghe è importante, non solo perché come detto in precedenza è l' unico che in ambito territoriale ha caratteristiche architettoniche e strutturali uniche. Se al piano di recupero che ne permetta una più facile fruibilità, si affianca una campagna di scavo, si avrebbero conferme  maggiori sui rapporti con la Civiltà Micenea. Ciò che intendo affermare è che il ritrovamento di ceramiche Micene (possibilissimo visto la scarsa attività di scavo e il residuato ancora notevole: la camera inferiore del mastio è praticamente inesplorata) in questo nuraghe confermerebbe che i contatti tra i nuragici della zona e Micenei era assiduo e costante. Resta sempre il grosso e annoso problema dei costi di una campagna di scavi. Chi può finanziare una campagna di scavi che certamente non può essere breve??? Purtroppo sono pochi i privati  che si avventurano in finanziamenti che non ha un rientro a breve termine. Le casse pubbliche languono,  a mala pena riescono a provvedere al mantenimento del patrimonio archeologico esistente.
Tomba dei Giganti Mereu
Il nuraghe si raggiunge percorrendo la S.S. 195 Sulcitana. Al semaforo di Villa San Pietro si svolta a sinistra  provenendo  da Cagliari  a destra provenendo  da Pula,  si percorre la strada che porta al porto di Pedesali, e dopo qualche chilometro si svolta a destra per Porto Columbu, dopo circa 300 metri si imbocca una strada sterrata in leggera salita che conduce  a un ampio spiazzo dove si può parcheggiare l' auto. Percorrendo un sentiero che parte dal parcheggio si raggiunge il nuraghe. (fonte)
Residuato torre B


Post popolari in questo blog

La storia della famiglia Siotto a Sarroch

La Villa d'Orri: storia e caratteristiche dell'unica villa reale in Sardegna

S'Antiga Buttega de Sarroccu

La leggenda di Genniauri

Is Animeddas & Su Mortu Mortu: la festa dei morti in Sardegna e ciò che resta della tradizione a Sarroch