Le prove dell'intitolazione al Vescovo di Suelli della Chiesa di San Giorgio

La Chiesa campestre di San Giorgio è il più antico edificio di Sarroch, costruita tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo in onore di San Giorgio, la cui intercessione, secondo l'antica tradizione locale raccontata anche dall'Angius, avrebbe consentito alcune decisive vittorie contro le orde di invasioni moresche che infestavano le coste, saccheggiando i villaggi e rapendo i civili al fine di venderli come schiavi nei mercati nordafricani.



Nell'aprile del 2016, in occasione della riconsegna al culto della Chiesetta in precedenza oggetto di un importante restauro, nacque un interessantissimo dibattito storico-culturale sull'intitolazione del luogo di culto: era dedicata al San Giorgio megalomartire di origini anatoliche, oppure era dedicata al "Sanctus Sardiniae" San Giorgio Vescovo di Suelli, originario di Stampace, evangelizzatore della "Civitates Barbariae" e venerato in tutta l'isola?
L'interrogativo, come era prevedibile da un'analisi storica dei movimenti di popolazione della Sardegna nel basso medioevo, si risolse in favore di quest'ultimo. Tale "scoperta" fu motivata sulla base di alcuni non ben specificati "documenti della curia" in cui si faceva menzione al San Giorgio Sardo, chiarendo finalmente il dubbio sull'intitolazione e confermando la Chiesetta campestre come intitolata al San Giorgio Vescovo di Suelli.
Grazie al notevole lavoro di Teresa Tinti "Dall'Antigori alla Saras, immagini di Sarroch" è possibile oggi riscoprire alcuni dei suddetti documenti diventati nell'aprile del 2016 "prove" utili per confermare la giusta intitolazione. L'autrice ebbe il merito di pubblicare i documenti più interessanti riguardanti Sarroch e conservati nell'Archivio Arcivescovile di Cagliari, tra i quali alcuni erano dedicati proprio alla Chiesa campestre di "Barraccas de Susu".
Nel primo documento, sotto riportato, troviamo la relazione del Vescovo Ernesto Maria Piovella alla propria visita pastorale avvenuta il 22 Febbraio 1946. In tale scritto l'alto prelato lamenta le condizioni di abbandono in cui versava l'antica Chiesa, nominata per l'appunto come Chiesa di San Giorgio Vescovo di Suelli.
In questo secondo documento, molto più antico, riportiamo indietro le lancette dell'orologio fino al 1829, nella riproduzione del primo foglio del "Libro della confraternita degli angeli custodi eretta nel villaggio ossia popolazione di Sarroch, e nella Chiesa e Vicinato di S. Giorgio Vescovo e Confessore".
In conclusione, chi ancora avesse dei dubbi sulla giusta intitolazione della Chiesa, dovrebbe prendere atto che, oltre all'analisi storica sui culti religiosi più popolari tra le popolazioni originarie del Gerrei che "colonizzarono" l'area di Barraccas de Susu nel basso medioevo, anche le prove documentali smentiscono la teoria favorevole al "San Giorgio del drago". L'eventuale presenza di relativamente antichi manufatti dedicati a quest'ultimo Santo sono pertanto dovute al sincretismo tra i vari culti, che ha generato molta confusione, sopratutto dal momento in cui la Chiesa e tutto l'abitato hanno sofferto un progressivo abbandono. 

Fonte:
- Teresa Tinti, "Dall'Antigori alla Saras: immagini di Sarroch", 1985, Castello.

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