Etimologie e analisi storica sul toponimo di Sarroch

Uno degli elementi più dibattuti, e al contempo più misteriosi, delle origini di Sarroch, riguarda gli interrogativi sull'autentico significato del nome. In questo articolo saranno esposte tutte le teorie, comprese le più recenti e meno conosciute, al fine di fornire un quadro completo in grado di poter gettare le basi per proporre alcune conclusioni.


Saroc, Sarroc, Saroch, Sarocho, Saroco, Sarocco, Sarroco, Sarrocco, Sarrocca, Sirochae, Sarrochi, Sa Roca, Sa Roch, San Rocco, S. Roco, San Roque, S. Rocho, S. Roc, S. Roca, Sarrock, Sarrok e infine la definitiva versione di Sarroch: sono queste in sequenza tutte le forme documentate, raccolte dalla Dott.ssa Luana Giannotti in "Sarroch: Storia, Archeologia e Arte", che il toponimo Sarroch ha assunto nel corso dei secoli. Un mistero che è stato anche al centro di scambi epistolari nei primi anni trenta tra le autorità locali e statali per capire perlomeno la forma semantica definitiva da applicare sui documenti pubblici, dato che, tra la fine dell'800 e l'inizio del 900, non si sa bene per quale motivo, era emersa la forma con la K finale.
Premesso ciò, le prime attestazioni del toponimo risalgono agli elenchi delle rendite pisane della Curatoria di Nora della metà del XIII secolo, mentre successivamente troviamo "Saroc" nel 1341 in un prontuario pontificio:

”item anno, indictione et pontificatu quibus supra die XXI mensis inlii habuii et recepi pro particularei solutione dictarum decimarum a dicto Bernardo Pererii tradente pro rectore ecclesiae de SAROC callaritane diocesis alfonsiarum”.

Passano soli 14 anni e nelle carte dell'Archivio della Corona d'Aragona relative al primo parlamento sardo convocato dal sovrano Pietro IV, risulta nuovamente nominato Sarroch. In tale documento è chiamato ai lavori come rappresentante del Villaggio di Sarroch il cittadino Bartolo d'Iba (Bartoli Diba o Bazolus de Iba), che risulta essere il primo sarrocchese citato in un atto pubblico. Egli fu nominato procuratore, per il Braccio Reale, dai suoi concittadini riuniti nella chiesa di Santa Vittoria  il 21 febbraio del 1355.
Concluso questo fondamentale breve excursus storico sul toponimo "Sarroch", ecco ora elencate tutte le teorie finora emerse nel dibattito scientifico tra esperti e studiosi.

LE SEI IPOTESI SULL'ORIGINE DEL TOPONIMO SARROCH

1) GIOVANNI SPANO E L'ORIGINE FENICIA.
Alla fine del XIX secolo, nel proprio Dizionario, l'archeologo, linguista, etnologo, docente universitario e presbitero Giovanni Spano (1803 - 1878) fece una delle prime congetture sulla matrice etimologica di Sarroch, patrocinando l'ipotesi secondo cui il toponimo derivasse dalla voce fenicia "Sciarak"(grappolo) poiché a suo parere il territorio locale era particolarmente votato alla coltura della vite. Sciarak, insieme a Karales e Nora, avrebbe quindi fatto parte degli avamposti fenici nella costa sud occidentale della Sardegna. In realtà, oltre all'intuizione dello studioso, non esistono altri elementi, storici o documentali, che darebbero credito a suddetta ipotesi e all'esistenza di una città fenicia con tale nome. Inoltre, non sono presenti nemmeno reperti o siti archeologici che attestano una presenza fenicio-punica nel territorio di Sarroch, contrariamente ad altri territori come Cagliari (Kalares), Pula (Nora) e Domus De Maria (Bithia). Pertanto, l'ipotesi dello Spano, in assenza di ulteriori conferme, risulta tutt'oggi come una mera suggestione.


2) EMIDIO DE FELICE E LA TEORIA SU SAN ROCCO. 
Il linguista e accademico Emidio De Felice (1918-1993), in un lavoro sulla toponomastica sarda propone l'ipotesi che il nome Sarroch rappresenti l'agiotoponimo di San Rocco. Tuttavia, è lo stesso De Felice il primo a dubitarne riconoscendo che tale ipotesi risulta "contraddetta dalla condizione oggettiva della mancanza di una chiesa dedicata a San Rocco". Ma è poi il Prof.Pittau a stroncarla definitivamente, affermando che "la spiegazione del toponimo come uguale a San Rocco va respinta con decisione, sia perché non esiste nel villaggio e neppure nella zona una chiesa dedicata a questo santo, sia perché in sardo avremmo avuto Santu Roccu e non San Roccu". Inoltre, va aggiunto il dato che l'impiego del toponimo San Rocco nei vari documenti consultabili, compresi i Quinque Libri, avviene a partire dal 1720, periodo di passaggio dalla dominazione spagnola alla piemontese, rendendo così evidente quanto tale corruzione di Sarroch in San Rocco sia dovuta esclusivamente all'influenza sabauda e alla devozione che i piemontesi nutrivano nei confronti di tale Santo.


3) "LA ROCCIA": LA TEORIA SULL'ORIGINE CATALANA. 
Una delle ipotesi che è sempre stata considerata tra le più accreditate è quella che vede in Sarroch un nome che deriverebbe dal catalano antico "s'arroch" (la roccia), con chiaro riferimento ad una delle caratteristiche ambientali principali del luogo dove si presenta, sovrastando il paese, una rocca imponente.


4) "LA ROCCIA": LA TEORIA SULL'ORIGINE SARDA. 
Quanto sopra riportato a favore dell'origine di Sarroch dal catalano "s'arroch" (la roccia) può essere coerentemente riproposto per avvallare anche l'ipotesi sull'origine sarda del nome. Sarroch potrebbe, in questo modo, essere una derivazione di "Sa Rocca"


5) MASSIMO PITTAU E L'ORIGINE DA "S'ARROCCU" (ARROCCARE). 
Massimo Pittau, Professore Ordinario all'Università di Sassari, glottologo e linguista, propone un ulteriore e meno conosciuta teoria, secondo cui il toponimo deriverebbe dal sardo "s'arróccu" (recinto di grossi massi o pali per il bestiame), che sarebbe un aggettivo o sostantivo derivante dal verbo arroccare (bloccare, arrestare). Dato che l'appellativo arróccu è piuttosto raro nell'area campidanese, il suo profondo significato si sarebbe perduto nei secoli di spopolamento del territorio e non sarebbe stato più compreso e di conseguenza confuso con altre origini. 


6) SALVATORE DEDOLA E LA TEORIA SULL'ORIGINE SEMITICA-PROTOSARDA
Anche il linguista e glottologo Salvatore Dedola, noto in ambito scientifico per le proprie teorie sull'origine semitica del protosardo, ha affrontato il tema dell'origine etimologica di Sarroch, sposando solo in parte la teoria di s'arroccu/s'accorru (arroccare). Secondo il Dott.Dedola, "da questo territorio comincia il sistema degli insediamenti a furriadròxius e boddéus tipico del Sulcis" e pertanto Sarroch "non sembra altro che un’agglutinazione di S’Arroccu, forma metatetica per s’accorru, ‘sito per la raccolta e la custodia del bestiame’, e pertanto in quanto tale sarebbe sinonimo di furriadròxiu e boddéu".
Tuttavia, Salvatore Dedola, prima di concludere, indaga anche sulle possibili origini semitiche del toponimo. La dolce conca vulcanica dove giace il villaggio diventa quindi un ipotetica "causa originaria del toponimo, da spiegare col babilonese ša ruqqu ‘quella del calderone di rame o bronzo’ (il colore della roccia locale)". Una seconda ipotesi fa derivare Sarroch dal processo di trattamento della nafta con aromi e profumi: "non dobbiamo dimenticare che il petrolio, di cui si nutre l’economia di questo paese da un quarantennio, arrivava in Sardegna anche mille anni prima di Cristo dalla Mesopotamia con orci uguali a quelli usati per il trasporto dell’olio d’oliva per alimentare il Fuoco Sacro di Nora - processo che in assiro era detto ruqqû, pertanto Sarrok avrebbe preso il nome proprio dalla raffinazione, onde ša ruqqû = ‘quella della raffinazione’ ". Terza ipotesi è quella "dall'accadico "ša ‘quella che, quella di’ + aruḫu, ariḫu (una pianta)", visto che il territorio locale fu famoso nell’antichità "per un certo tipo di boschi, la cui legna evidentemente aveva un preciso valore economico". L'ultima opzione etimologica proposta è infine ša Uruk ‘quella di Uruk’ (Uruk era la notissima città sumerica), con riferimento a un possibile insediamento fondativo di origine mesopotamica o sumero-accadica.

ELEMENTI STORICI E MORFOLOGICI DISTINTIVI DEL TERRITORIO

Per indagare a fondo le origini di un toponimo occorre non solo avere la capacità di studiare le radici etimologiche di un nome, ma anche affiancare a ciò una profonda conoscenza storica e morfologica del territorio. Elementi essenziali che spesso non troviamo in modo coerente nelle analisi dei vari esperti susseguitesi nell'approccio al tentativo di individuare le radici del nome Sarroch. Noi di VISIT SARROCH, linguisti non lo siamo, ma conoscenti della storia e della morfologia del territorio sì, pertanto, affiancando gli studi etimologici dei suddetti esperti alle evidenze storico - morfologiche di Sarroch, possiamo avventurarci in un ragionamento che tenti di fare chiarezza in tale stillicidio di teorie.
Innanzitutto, quanto sopra riportato a proposito della teoria fenicia dello Spano e della teoria sull'agiotoponimo San Rocco, basta e avanza per rigettare con forza tali tesi che appaiono come suggestioni calate dall'alto e prive di basi argomentative valide a sostegno.
Diverso è invece il giudizio sull'originale lavoro del Dedola che merita un approfondimento, anche se le evidenze storiche e morfologiche premiano ipotesi più vicine dal punto di vista temporale, non rendendo necessario scavare indietro nei millenni attingendo alla pur valida scuola delle origini semitiche del protosardo.
Le rimanenti tesi (l'origine da "la roccia" e la teoria del Prof. Pittau) poggiano quindi su basi più solide e oggettive, anche perchè i nomi di paesi e città, hanno, molto spesso origine da una caratteristica geografica locale che distingue in modo unico il territorio rispetto alle aree circostanti. Tali caratteristiche naturali possono derivare da cime, fianchi, passi, valli, cavità particolari, frane, fiumi, formazioni rocciose, aree boschive, colture e, infine, miniere o attività metallurgica.
La prima immagine che si staglia di fronte agli occhi di chi visita Sarroch è la grande e particolare roccia che domina sull'abitato, troneggiando sopra di esso e caratterizzandolo in modo unico. Formazione rocciosa che i sarrocchesi definiscono, per l'appunto, Sa Rocca de Mont'e Gravellus, con riferimento alla presenza dei garofani selvatici. Pertanto, appare piuttosto immediato considerare che il territorio di Sarroch in passato potesse essere distinto rispetto agli altri circostanti proprio per la presenza di questa formazione rocciosa che di conseguenza ha dato genesi al toponimo poi trasformatosi nel nome del primo villaggio fondativo nell'alto medioevo o in epoca bizantina.

SA ROCCA: RADICI CATALANE O SARDE?

La teoria di Sarroch come toponimo derivante dal catalano antico "s'arroch" o dal sardo "sa rocca" ha quindi tutte le caratteristiche per essere la più accreditata, anche se rimane da far luce sulla primogenitura di tale toponimo: locale o d'importazione? Nome sardo o nome dato dagli invasori iberici?
Da questo punto di vista, ancora una volta, ci aiuta a fornire delle risposte la conoscenza dei principali accadimenti della Storia di Sardegna. Come sopra riportato, il toponimo Sarroch era già testimoniato come territorio in grado di fornire "rendite" ai signori pisani attorno al 1250, come Villaggio e annessa Chiesa di Santa Vittoria nel 1341, e come comunità in grado di nominare un proprio rappresentante fin dal 1355. Gli aragonesi iniziarono a prendere possesso della Sardegna meridionale nel 1324 quando si realizzò concretamente il primo nucleo del Regno di Sardegna e Corsica voluto da Bonifacio VIII. Pertanto, il toponimo di Sarroch preesisteva all'invasione iberica ed è da escludersi una primogenitura catalana a questo nome.
Appare così più verosimile immaginare che il Villaggio e toponimo di Sarroch esistessero certamente già da diverso tempo. A causa dell'assenza di fonti storiche, problema che rende molto arduo ricostruire la stessa storia isolana in epoca giudicale e bizantina, è impossibile fissare con certezza il periodo di fondazione del villaggio di Sarroch. Sappiamo solo che esisteva nella metà del XIII secolo e che quindi potrebbe essere nato nel XIII, nel XII, nell'XI secolo o addirittura in epoca bizantina.

E SE AVESSE RAGIONE IL PROF.PITTAU?

Quanto sopra esposto sulle origini sarde di Sarroch, paradossalmente, allontanando l'origine catalana dalla fondazione del villaggio e dalla genesi del toponimo, accresce di conseguenza il rating dell'ultima ipotesi sotto esame: quella del Prof.Pittau sul toponimo derivante dal deverbale sardo "s'arroccu"(recinto di grossi massi o pali per il bestiame). La tesi del Pittau potrebbe rivelarsi verosimile sopratutto se emergessero nuove evidenze archeologiche capaci di collocare la Sarroch del 1300 in un'area leggermente diversa dall'attuale e quindi non immediatamente associabile con "Sa Rocca".

CONCLUSIONI

Ad oggi, suddetti ipotetici ritrovamenti archeologici in grado di collocare il nucleo fondativo di Sarroch in area diversa dall'attuale non sono ancora pervenuti. Viceversa, l'unica ipotesi disponibile e plausibile sull'antico insediamento di Sarroch colloca il villaggio in un sito ancora più vicino a "Sa Rocca", precisamente nella collina di Santa Vittoria all'interno del Parco Siotto alle pendici di Sa Rocca de Mont'e Gravellus, dove l'Archeologo Nicola Dessì, in un convegno dell'agosto 2016 tenutosi a Sarroch durante la manifestazione Nuraghando, ipotizzò la presenza della Chiesa trecentesca di Santa Vittoria citata nei documenti del 1341 e 1355 costruita sopra i resti di un preesistente Nuraghe.
Di conseguenza, la tesi sulla genesi del toponimo Sarroch dal sardo "Sa Rocca", con riferimento alla roccia che domina sull'abitato, appare come la teoria più accettabile. Anche se il mistero sulle origini del nome Sarroch continuerà ad essere sempre presente finché nuove conferme non spazzeranno via definitivamente tutti i dubbi su tale antico rebus che si porta avanti ormai da secoli.

Bibliografia
- Massimo Pittau, "Toponimi della Sardegna Meridionale, Significato e origine", 2013, (Link);
- Roberto Coroneo (a cura di), "Sarroch - Storia, Archeologia e Arte", 2004, Comune di Sarroch;
- Teresa Tinti, "Dall'Antigori alla Saras: immagini di Sarroch", 1985, Castello;
- Brigaglia M., Mastino A., Ortu G. G. ,"Storia della Sardegna. Vol. 1: Dalle origini al Settecento", 2006, Laterza;
- Brigaglia M., Mastino A., Ortu G. G. ,"Storia della Sardegna. Vol. 2: Dal Settecento a oggi", 2006, Laterza;
- Salvatore Dedola, "La toponomastica in Sardegna. Origini, etimologia", 2012, Grafica del Parteolla;
- Paolo Amat di San Filippo, “Pula. fra cronaca e storia”,ASKOS, 2008. 
- E. Artizzu, Rendite pisane nel Giudicato di Cagliari nellaseconda metà del secolo XIII; Archivio Storico Sardo, Vol. XXV, fasc. 1-2 (1957)e fasc. 3-4 (1958).

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