Le feste de "Sa Candelora" e "Santu Brai" nella Sarroch del passato

Febbraio era un mese di grandi tradizioni a Sarroch come in tutta la Sardegna, dove in passato avevano un ruolo molto importante le ricorrenze del 2 e 3 Febbraio de Sa Candelora (La Candelora) e Santu Brai (San Biagio).



La parola "candelora", deriva dal latino Festum Candelarum (Festa delle Candele -Luce di Cristo per Illuminare le genti), oppure da "l'ora delle candele" ad indicare il periodo dell'anno in cui le candele assumevano un'importante funzione. La Chiesa Cattolica celebra in questa data la Purificazione di Maria Vergine e la Presentazione di Gesù al Tempio, avvenuta 40 giorni dopo la nascita di Gesù Bambino come prescritto dalla legge di Mosè e narrato nel Vangelo di Luca(Lc 2, 22-39).
Contando 40 giorni a partire dal 25 dicembre, si arriva appunto al 2 febbraio. In tanti paesi d'Italia e Sardegna si festeggia ancora oggi questa importante data e successivamente la festa di San Biagio. A Sarroch, ancora oggi rimane qualche cenno di tale ricorrenza nelle funzioni liturgiche e nella benedizione dei dolcetti tradizionali ad opera di qualche fedele, mentre in passato le due feste assumevano un ruolo più importante segnando il primo significativo appuntamento comunitario dopo la Festa di Sant'Antonio e San Sebastiano. 


Ma come si svolgevano a Sarroch tali feste? 
Si iniziava con "Sa Candelora" il 2 Febbraio. In Parrocchia il Prete poneva le candele a disposizione dei fedeli e chi ne desiderava una benedetta poteva lasciare l'offerta. Le candele durante la Santa Messa erano poi benedette. Prima della messa si effettuava una piccola processione attorno alla Chiesa di Santa Vittoria nella Piazza Repubblica con la statua della Madonna tenuta in spalla. La statua della vergine col bambino era arricchita dalla presenza di alcune candele posizionate sulla mano della Madonna e sulla manina del piccolo Gesù. La statua, conservatasi fino ad oggi, era un'antica statua lignea sapientemente restaurata nel 2001 dall'artista sarrocchese Zino Sechi. Capitava che qualche coppia decidesse di sposarsi in questa ricorrenza, in tal caso era usanza portare in chiesa una coppia di colombi bianchi che simboleggiavano l'offerta di Maria e Giuseppe al Tempio come da racconto evangelico. Insieme ai colombi, il Sacerdote benediceva anche un'altro dolce tipico offerto dagli sposi: "is pistoccheddus". L'intera ricorrenza a Sarroch era organizzata da un gruppo di donne collegato alla Madonna del Rosario presieduto da una Priora.
Riguardo quest'ultimo punto, come riportato da Carlo Pillai nel saggio "Il Tempo dei Santi", è interessante ricordare che in passato in Sardegna la Candelora, così come tutte le feste mariane, faceva parte dei compiti connessi alla Confraternita della Madonna del Rosario. Era usanza che il Priore scegliesse tra le donne più in vista del paese una Priora a cui affidare il compito dell'organizzazione della festa della Candelora, della predisposizione della statua e dell'acquisto delle candele e dei colombi. Era proprio quest'ultima che a fine celebrazione poteva conservare la candela tenuta dalla Vergine Maria durante la Processione e la Santa Messa.
Il giorno successivo, 3 Febbraio, si celebrava invece San Biagio - Santu Brai in lingua sarda - anch'essa una ricorrenza molto sentita.
San Biagio di Sebaste è una figura particolare nel mondo dei martiri, dato che fa parte di coloro che vengono invocati per la guarigione dai mali stagionali. Si tratta di un Santo conosciuto e venerato tanto in Occidente, quanto in Oriente. Il suo culto è molto diffuso sia nella Chiesa Cattolica che in quella Ortodossa. Nella sua città natale, dove svolse il suo ministero vescovile, si narra che operò numerosi miracoli. Tutt’ora, il Santo è invocato per i “mali alla gola”.
La tradizione sarda e sarrocchese ha sempre messo in relazione questo santo con "Is piricchitus", altro tipico dolcetto semplice a base di farina e zucchero. Per San Biagio le donne della comunità preparavano tali dolci che poi venivano benedetti dal Parroco, proprio come il Pan'e e Saba per San Antonio e San Sebastiano Tali dolci - preparati con una frolla all'uovo ricoperta di una croccante glassa al limone - venivano portati in chiesa è durante la funzione il Prete li benediceva ed alla fine della Santa Messa, erano distribuiti e offerti ai fedeli. Is Piricchittus si potevano consumare subito, oppure all'occorrenza in caso di bisogno durante l'anno, previo il segno della croce.
Era tradizione, anche a Sarroch, compiere la benedizione della Gola con le candele benedette. Si mettevano le candele disposte a croce nella gola, ed il prete impartiva la benedizione. Il motivo di questo collegamento tra il Santo e i problemi di salute legati alle vie respiratorie si deve al fatto che, tra i miracoli attribuiti al santo, figura anche il salvataggio di un bambino che rischiava il soffocamento dopo aver ingerito una lisca di pesce. Nell'iconografia San Biagio è infatti spesso rappresentato con delle candele. 

"Ricetta dei Piricchittus"

- Ingredienti per la Frolla: 1Kg Farina; 8Uova; 1Bicchiere di Olio Extra Vergine di Oliva; 4 Limoni; 50gr di Zucchero; Sale. - Ingredienti per la Glassa: 1Kg di Zucchero; 4 Limoni; 1/4 Acqua. 

Lavorare i tuorli con lo zucchero aggiungere a poco a poco l'albume montato a neve, l'olio, il succo di limone e il limone grattugiato, per ultimo la farina e un pizzico di sale. Quando l'impasto diventa elastico formate delle palline e lasciate riposare per 1 ora. Infornate a 180° per 20 minuti. Per la glassa portate ad ebollizione l'acqua con lo zucchero per 15 minuti e i limoni grattugiati. Quando lo sciroppo comincia ad addensarsi versate i piricchitus pochi per volta e mescolateli in modo che vengano ricoperti completamente dallo sciroppo di zucchero. Estraeteli dal tegame, posizionateli su un vassoio e fateli asciugare per qualche ora.  

Fonti:
- Teresa Tinti, "Dall'Antigori alla Saras: immagini di Sarroch", Castello, 1985. 
- Carlo Pillai, "Il Tempo dei Santi", AM&D Edizioni, Cagliari, 1994.
Testimonianze
- Ringrazio Mariangela Caboni, Vitalia Mallus e sua figlia Tiziana Pinna, mia madrina Filomena Barca, Teresina Murgia e Agnese Cois.

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