S'Antiga Buttega de Sarroccu

Guardando al passato, hanno un fascino antico, che sa di semplicità e di genuinità, le antiche Botteghe. Anche a Sarroch, le botteghe sono state numerose, erano il fulcro di un’intensa attività commerciale ma anche di relazioni sociali, di chiacchiere e di amicizie. In poche parole, erano parte vitale dell’economia del paese: attività che arricchivano il capitale sociale della comunità, succedutesi nei decenni, fino a giungere, alcune di esse, purtroppo, alla scomparsa.
Le Botteghe erano composte da stanze di ingresso accoglienti, collegate alle case generalmente affacciate spesso sulla pubblica via. Arredate quasi tutte con un ampio bancone centrale, un registratore di cassa imposizione degli ultimi anni, e le tipiche grandi bilance. Secondo la grandezza della Bottega vi erano presenti anche altri banconi, con gli scaffali di legno, dov’erano esposti i prodotti.
Alcune di queste botteghe sopravvivono al tempo solo attraverso i ricordi. Sono frammenti di un mondo scomparso, del quale solo alcuni di noi hanno avuto la fortuna di esserne parte, respirando il fascino di un tempo antico, oggi sfortunatamente superato a causa dell’avvento della grande distribuzione e dei centri commerciali.
Di quei commercianti, di quegli artigiani, non risuonano solo i loro nomi, ma anche i loro ricordi, l’accoglienza, i modi di fare, che ci facevano sentire a casa nostra.
Questo è un sentimento che ho provato personalmente, e ho potuto condividere con i miei compaesani, nelle loro memorie e nel loro passato, dove ho sentito nostalgia e commozione.
Difficile dimenticare anche i prodotti genuini in vendita, come uova, frutta, verdura, i prosciutti, formaggi, fino ad arrivare alle scarpe, l’abbigliamento, i giochi, gli articoli per la casa e tutto ciò di cui aveva bisogno la comunità di allora.
Ed è partendo da qui, che vorrei iniziare insieme con voi lettori, un Tour Virtuale attraverso i ricordi che riaffiorano dai nostri commercianti, artigiani e delle loro attività, cercando di tornare indietro e di riportarne alla luce i particolari.
La mia ricerca si è fatta più grande, e più minuziosa nei dettagli perché attraverso le memorie storiche ho raccolto anche le informazioni non solo sulle antiche botteghe, ma anche sugli artigiani, officine, istituzioni storiche, luoghi pubblici di ritrovo e su tutte quelle attività che creavano movimento e intrattenimento qui a Sarroch. 
Partiamo insieme in questo viaggio nel tempo, tenendo come punto di riferimento i nomi delle vie e i numeri civici attuali, cercando in alcuni casi di fare riferimento ad un preciso periodo storico con l’ausilio di materiale fotografico del passato o del presente.

Via Lamarmora - Rione di Tonara (ex Via Chiesa)
“Sa Buttega de Tzia Luisicca”
Via Lamarmora n°13 (numero civico attuale).
Signora Luigia Caria.
La Bottega di Tzia Luisicca, fin dai primi anni del 900, vendeva generi alimentari. Era la zia di Alfonso Nappi, padre di Teresa Nappi e, di conseguenza, nonno di Cinzia Mallus. Ed è proprio grazie a Cinzia e a sua zia, che possiamo vedere in foto l’antica bilancia della Bottega. Questo è un cimelio che segna un’epoca antica.



“Sa Buttega de Tzia Alenetta”
Via Lamarmora n°17 (numero civico attuale).
Signora Elena Guiso.
Nella Bottega vi erano in vendita inizialmente generi alimentari, in un secondo momento articoli da regalo e articoli per la casa. Di Signora Elena, non rimangono solo i ricordi della sua bottega, ma anche il suo fare così delicato e distinto. Io ho avuto la fortuna di poterla conoscere e di ricordare molto bene i suoi modi. Suo marito è stato il Direttore della Banca di Sarroch, è suo figlio Paolo Spano è stato Sindaco del nostro Comune intorno agli anni 80’. Questa bottega ha avuto origine intorno agli anni 50. 

“Sa Crannetzeria de Tziu Angelu”
Via Lamarmora n°12 (numero civico attuale).
Signor Angelo Tiddia.
Una delle prime macellerie di Sarroch, nel centro storico. Primi anni del 900’.

“Su Bandidori - S'Interramottusu - Su Postinu de Sarroch”
Via Lamarmora n°82 (numero civico attuale).
Tziu Correli ( Curreli ) si occupava un po’ di tutto, bando pubblico, becchino e postino di Sarroch.
La moglie era Tzia Luigina , ed era una donnina artigiana di Sarroch, che creava “polineddas”, “crobisi”, "canisteddusu" considerato "Su Stexiu de Fenu" per poi venderli. Sua nipote Clelia Cardia, sempre a Tonara, negli anni successivi portò avanti la tradizione dei cestini. Naturalmente, come la zia, li vendeva. A distanza di anni "Su Bandidori" è stato Mineddu Ibba. Le memorie storiche ricordano quest'uomo passare con la bicicletta ed il megafono è dare tutte le informazioni per le vie del paese. Tziu Mineddu Ibba è stato anche il becchino.


Via Sant’Anna (Su Linnarbu)

“Sa Buttega de Tzia Paschiglia”
Via Sant’Anna n°7 (numero civico attuale).
Signora Pasquina Pilloni.
La Bottega trattava prevalentemente generi alimentari.


“Su Sabatteri”
Via Sant’Anna (di fronte al giardinetto,all'angolo con la stradina stretta,detta Su Strintu).
Tziu Crallinu
Signor Carlo Caboni.
In questo antico laboratorio artigianale,vi lavorava Signor Carlo. Fu uno dei ciabattini storici di Sarroch. Ha lavorato sino i primi anni 80. 
Le memorie storiche ricordano "Quante scarpe salvate da Tziu Crallinu è riportate a nuova vita!".

Via Italo Caboni

“Sa Buttega de Tzia Laia”
Via Italo Caboni n°1 (numero civico attuale).
Il marito la chiamava Lalla generalmente, ma il suo nome era Eulalia. Siamo intorno al 1930/40. Era una delle botteghe più fornite della zona, nel centro storico. Aveva biglie, temperini, trottole, giochi e fungeva anche da Enoteca.

“Su Campu de is boccias de Tzia Gigina e Tziu Mondiccu Tolu”
Via Italo Caboni n°18 (numero civico attuale)
Signora Luigia e Signor Raimondo Tolu.
I Sarrochesi intorno agli anni 30’trascorrevano le loro giornate  a giocare al campo di  bocce, che era un gioviale luogo di incontro per i giovani e i meno giovani. Inoltre si ricorda che Tzia Gigina faceva il gelato artigianale, è dai racconti pare fosse davvero prelibato...

Via Roma (ex Via del Porto)

“Sa Buttega de Tzia Arega”
Via Roma n°12 (numero civico attuale).
Signora Greca Lorrai
Intorno agli anni 30, prodotti vari.


“Sa Buttega de Tzia Eugenia”
Via Roma  (parte centrale).
Signora Eugenia Serra.
Intorno agli anni 30.
Vendita di Frutta e Verdura.

“Sa Buttega de Tziu Eugeniu”
Via Roma n°16 (numero civico attuale).
Sig. Eugenio Serra
Antica Bottega, di cui rimangono quasi intatte le tracce della porta d’ingresso e della casetta in ladiri. Siamo intorno al 1920.

“Su Bombolaiu Tziu Albertu”
Via Roma
Signor Alberto Pinna
Ora vi parlo di un una persona che ha vissuto vari periodi storici, compresa la guerra, ha compiuto tanti sacrifici per la propria famiglia crescendo insieme alla moglie sei figli in circa 40 anni di matrimonio. Decenni dedicati all’impegno costante ed a valori importanti.
Uno frà tanti, il lavoro…
Signor Alberto è nato il 23 Aprile del 1914 e deceduto il 15 Dicembre del 2008.
Iniziò a lavorare a Cagliari giovanissimo, precisamente a Tuvixeddu.
Come dai racconti dei miei nonni, e da altre testimonianze orali, questo complesso industriale  di Cagliari era sorto verso la fine del 1800 come forno per la produzione della calce idrata.
Oggi è da considerarsi come un reperto dell’archeologia industriale di Cagliari.
Questa azienda aveva tre ingressi: uno principale in Via is Maglias, gli altri due in Via Monte Grappa e Via Falzarego.
Fino agli anni 50’ in questa zona, le strade erano polverose e non conoscevano l’asfalto, il passaggio di carri e carretti, smuovevano la polvere finissima attorno a cavalli e asinelli che lì trainavano.
Signor Alberto ha lavorato qua, in quest'azienda ed era addetto al forno della Calce.
Successivamente andò a lavorare a Villa D’Orri, alle dipendenze dei Marchesi diventando l’aiutante del conciatore di Pelli. Arrivò poi la guerra, tale artigiano perse la vita al fronte e Tziu Alberto divenne lui il conciatore di pelli presso la Tenuta dei Marchesi.
Negli anni tornò a lavorare a Cagliari, al pastificio della Famiglia Balletto (coloro che accolgono Sant’Efisio a Giorgino nella Cappella di proprietà ).
Ebbe poi la proposta di prendere una rivendita di materiale edile in Viale Trieste, ma non accettò. Ormai avevano casa a Sarroch, in Via Roma, ed anche la moglie non voleva allontanarsi dal proprio paese.
Così restò a Sarroch, con la moglie e la sua famiglia. Qui in Via Roma aprì la sua prima attività di “Sabatteri”, cioè fu uno dei primi ciabattini-calzolai di Sarroch.
Fu nel 56 che aprì la Rivendita di Bombole, un attività di grande successo, che negli anni grazie al duro sacrificio è cresciuta tanto.
Man mano si specializzò anche nella rivendita di elettrodomestici.
Nel 1988 Erio, il figlio di Signor Alberto, insieme alla moglie Ornella , prese in mano l’attività facendola crescere ancora di più.
Questa è, in sintesi, la storia di Tziu Alberto, uno dei tanti sarrocchesi che con la propria dedizione al lavoro ha contribuito a far crescere Sarroch.

“Su Ferreri”
Via Roma, parte alta.
Qui vi era un artigiano del paese, Tziu Lillu, che molti ricordano ancora.
Lui era un maestro nel ferrare i cavalli.
Aveva trasmesso questa antica arte anche a suo figlio Carlo.
Periodo storico dagli anni trenta fino agli anni cinquanta circa.
In questa foto vediamo Carlo Dessì, figlio di Tziu Lillu, mentre ferra un cavallo.

“Sa Latteria de Tzia Allicchedda”
Via Roma n°1 (numero civico attuale).
Antica Latteria.
Siamo intorno al 1930. Si acquistava esclusivamente Latte di Pecora.

“Sa Pescheria de Tziu Pietrinu”
Via Roma
Signor Pietro Mura
Signor Pietro, pescatore di tradizione familiare, intorno agli anni 60 aprì la sua Pescheria, che gestì sempre con sua moglie. Fu un attività di successo, in cui si poteva acquistare pesce freschissimo. 

Via Garibaldi

“Su Cìnima”
Via Garibaldi n°16 (numero civico attuale).
Questo è uno dei luoghi più impressi nelle memorie dei grandi e piccini di allora del nostro paese.
Il Cinema della Famiglia Vacca, dell’indimenticabile Tziu Bissenti, che ancora oggi, lascia una traccia di se in queste foto gentilmente concesse da Vincenzo Vacca.




“Sa Buttega de Tziu Afisinu e Tzia Assunta”
Via Garibaldi n°4 & n°6 (numero civico attuale).
Signor Efisio Serra.
In quest’ attività si vendeva il carbone che veniva portato dalle montagne, ed era anche rivendita di Legna. Siamo intorno ai primi anni del 1900.
Poi la bottega fu mandata avanti dalla moglie Tzia Assunta Pinna, che la gestì per tanti anni, anche grazie all’aiuto delle figlie e dei familiari.

Via Matteotti (Sa ruga de is Africanusu)


"Su Postinu”
Via Matteotti n°35 (numero civico attuale).
Signor Giovanni Serra
Un altro pezzo di Sarroch che merita di essere ricordato riguarda la storia de “Su Postinu” Signor Giovanni Serra, sposato con Signora Maria Concu. Una famiglia numerosa e unita con ben 10 figli.
Signor Serra iniziò il proprio cammino professionale lavorando per il Comune di Sarroch, dove faceva un pò di tutto. Successivamente, alla fine degli anni cinquanta, iniziò a fare il postino. Negli anni 60, anche Signora Maria, fu assunta come Postina, lei fu la responsabile delle zone periferiche del paese: Porto Columbu, Perd'e sali, Forada is Olias,etc. Marito e moglie si supportavano sempre.
Inizialmente vivevano in Via Matteotti, poi si trasferirono in Via Trieste, ed infine costruirono casa in Via Matteotti.
Nei ricordi delle memorie storiche di Sarroch, rimane impressa la figura di quest’uomo buono che lavorava per le vie polverose del paese, e distribuiva a piedi la Posta a tutti i suoi concittadini. Signor Giovanni conosceva tutti e di lui resta il ricordo di una persona gioviale e laboriosa.
Tra i suoi figli ricordiamo la primogenita Angela, titolare di “Le Bon Ton” Pizzeria Rosticceria e poi trasferitasi a Milano col marito. Inoltre ricordiamo Clara, attivista politica, candidata Sindaco e consigliera comunale d’opposizione, oltre che titolare della famosa Lavanderia in Via al mare di fronte alla Posta.
In queste due foto è raffigurato Sig.Giovanni distribuendo la posta tra le strade del paese e dalla madre in via Trieste.


“Sa Buttega de Tzia Lella”
Via Matteotti (all'angolo con Via Sant'anna).
Signora Elena Pinna
Signora Lella, è ricordata da tutti i compaesani, come una persona affabile,dolce e molto devota alla famiglia.Io ho un ricordo personale di Signora Lella, sopratutto in Chiesa. Ci incontravamo sempre in Parrocchia, ed era una donna sensibile.Molto legata al marito e alla famiglia.Ha avuto due figli: Ignazio Caboni sposato con Eliana Mallus che gestisce il negozio di abbigliamento in Via Cagliari, e Biancangela Caboni sposata con Giorgio Pavanetto ben noto ex sindacalista della Saras oltre che candidato a Sindaco ed ex consigliere comunale d'opposizione. Signora Lella ha cresciuto questi figli con grande amore.
La suo Bottega trattava prevalentemente generi alimentari, ma vendeva di tutto, anche scarpe,infatti i bambini di Tanca is Lentis era proprio in questa bottega che andavano a comprare le mitiche "Topolino", le scarpe con gli occhi.

“Sa Buttega de Tzia Vittoria e Tziu Paolo"
Via Matteotti
Signora Vittoria Manca e Signor Paolo Caboni
Bottega di Generi Alimentari. Datazione anni 60.


Via Veneto (Tanca is Lentis)

“Sa Buttega de Tzia Vittoria e de Tziu Franco”
Via Veneto
Signora Vittoria Boi & Signor Franco Sechi.
Siamo intorno i primi anni 60.
Signora Vittoria e Signor Franco , si ricordano per tanti motivi nella nostra comunità a Sarroch. Son stati presenti nel tessuto sociale del paese.
Insieme alla moglie, hanno gestito sino agli anni 80 questa bellissima bottega, nella zona Tanca is Lentis.
Vendevano di tutto: articoli da regalo, cancelleria, detersivi, lampadari e materiale elettrico. Addirittura in questa bottega si fornivano anche le imprese della raffineria, infatti vi erano anche clienti che venivano da tutto il circondario ad acquistare lampadari e articoli da regalo.





"Sa Buttega de Zino Sechi"
 Via Veneto- Tanca is Lentis
Signor Ignazio Sechi
Indimenticabile Zino: si ricorda per i suoi quadri, le sue opere, il suo lavoro. Sempre molto impegnato, attivo e di grande personalità. Un uomo di spessore e di grande cultura con la preziosa capacità di coinvolgere le genti.
Di fianco alla bottega del fratello e della cognata, lui ha gestito il suo laboratorio da artigiano. Zino dipingeva, scriveva testi teatrali e restaurava mobili antichi: un artista a 360° gradi che merita un ulteriore riconoscimento anche per l'importante ruolo avuto nella storia artistica dei dipinti della Villa d'Orri, da lui restaurati con la supervisione di Don Paolo Manca di Villahermosa.

Via Martiri del Tripoli

“Sa Crannetzeria de Tziu Vittoriu”
Via Martiri del Tripoli
Signor Vittorio Demontis, coniugato con Signora Etzi, genitori di Susanna Demontis.
Siamo intorno al 1930.
La macelleria trattava per lo più carne di pecora.

“Pratz'è i Ballusu - Sa Domu de su Podestà”
Via Martiri del Tripoli,Casa Fanti n°34 (numero civico attuale).
Siamo intorno al 1920.
Erano pochi i ritrovi di un tempo, ma i nonni che oramai non ci son più, hanno lasciato racconti di pomeriggi domenicali trascorsi in Casa Fanti: la casa del Podestà di Sarroch.
Il Podestà, durante il ventennio fascista, costituiva l'organo monocratico a capo del governo del territorio. Tale figura in paese era rappresentata dal Sig.Fanti.
Solitamente nel dopo pranzo, si usciva e ci si incontrava nel giardino all’ingresso di questa casa. Il Podestà offriva lo spazio ai paesani per incontrarsi, chiacchierare e ballare il Ballo Sardo.

“Sa Buttega de Tzia Natzisa”
Via Martiri del Tripoli n°6 (numero civico attuale).
Signora Narcisa Tiddia
La bottega, dal 1930, trattava la vendita di abbigliamento, scarpe e accessori.
Tzia Narzisa, era una donna molto impegnata all’epoca, e dai ricordi delle memorie storiche, è venuto fuori che fosse una grande pasticcera. In casa, preparava i dolci, commissionati per le cerimonie, matrimoni, cresime, battesimi, comunioni, ecc. Un'altra bravissima pasticcera sempre di quegli anni cui erano commissionati i dolci era Tzia Minotta, che lì preparava nella propria casa.

“Su Forru de Su Pani e Su Cìnima de Tziu Armando”
Via Martiri del Tripoli n°12 (dove attualmente c'è la Gelateria The Delicious).
Signor Armando Demontis.
Periodo storico: dagli anni 30.
Il Forno del Pane, e l’indimenticabile cinema all’aperto che era uno dei passatempi preferiti soprattutto per i più giovani.
Queste grandi iniziative imprenditoriali di Signor Armando, hanno origine dall'intraprendenza del Bisnonno e di suo padre Signor Francesco. Hanno creato tanto fin dalle origini come la Fabbrica delle Bibite, che riforniva tutto il circondario. Successivamente Signor Francesco Demontis, si trasferì ad Assemini.
Signor Armando ha portato avanti non solo il forno del pane, ma anche :il bar, la rivendita di bombole e il famoso cinema all'aperto. Del cinema all'aperto, Ottavio ricorda che suo padre diede gli incassi in offerta alla Parrocchia in previsione dell'apertura del Cinema del Prete, inoltre quando cessò l'attività regalò anche il  Proiettore. In queste serate al Cinema si hanno bei ricordi, momenti di ritrovo, allegria,nascita di amori. I film venivano proiettati nel cortile da Tzia Lolla. Fu proprio Signor Francesco che a Sarroch acquistò il primo proiettore, il primo telefono,la prima auto.Insomma una delle famiglie più benestanti per quei tempi.

“Su Bar de Tziu Demontis”
Via Martiri del Tripoli n10
Signor Armando Demotis.
Nella foto vediamo Francesco Maria "noto Kiki" Demontis, figlio di Tziu Armando e di Tzia Annina, nel bar tanto famoso. Questo bar ha avuto origine nel 1947.
Una volta c’era anche il Bar di Peppi Tiddia.
Nel Bar, all’interno del locale, fu installato il primo telefono pubblico del paese.



Via Trieste (ex Via Caserma) 

“Sa Drogheria de Tzia Ricca”
Via Trieste
Affianco, c’era il suocero, “su ferreri” Tziu Lillu, che affilava anche le falci abitualmente utilizzate per mietere il grano.
E' non solo, anche suo marito Carlo Dessì,noto artigiano del paese.
Siamo intorno agli anni 30 e 40.
In questa particolare foto Tziu Lillu è seduto in una pausa da lavoro, e sta arrostendo il maialetto per il pranzo. Nella foto successiva l’ingresso della bottega.



“Su Sabatteri  e Su Brabìeri”
Via Trieste n°7 (numero civico attuale).
Effixeddu Mura, calzolaio e barbiere.
Signor Efisio Mura, padre di Gianni Mura, marito di Sig.ra Elena Cabras.
Stiamo parlando di un pezzo di storia di più di 70 anni fa.

“Su Brabìeri”
Via Trieste
Qui avevamo un altro Barbiere, il suo maestro era Tziu Luiginu Salonis.
Stiamo parlando di circa 60 anni fa.

“Sa Latteria de Tzia Emma”
Via Trieste
Emma Meloni – A partire dagli anni 30.

“Sa Latteria de Tzia Teresa”
Via Trieste
Teresa Dessì – A partire dagli anni 30.

“Sa Latteria de Tziu Afisinu”
Via Trieste
Efisio  Sanna – A partire dagli anni 30.

“Sa Gelaterìa de Tzia Annina Tiddia”
Via Trieste
Signora Anna Tiddia, moglie di Tziu Armandu Demontis
La Gelateria era situata nell’attuale antica casa in ladiri ancora presente oggi di fronte al pozzo ornamentale di Piazza Martiri del Tripoli “Funtana de Mesu Bidda”. Siamo intorno al 1930-40. Tzia Annina era la Gelataia di Sarroch, produceva gelati buonissimi, che erano prodotti artigianalmente esclusivamente con il latte di pecora. I gusti erano crema vaniglia / cacao. Serviva il gelato nei coni d’ostia, con la paletta.
Inoltre vi era una serie di ragazzini che lavoravano per Tzia Annina, è vendevano con il carrettino il gelato per occasioni speciali, non solo in estate ma anche per le feste.
Questo carrettino aveva due ruote davanti, una dietro e due cestelli centrali per le vaschette dei gusti del gelato. Sul fondo del carrettino, vi era lo spazio per deporre il ghiaccio, e lasciare il gelato al fresco.
( Ho cercato di documentarmi, per capire chi a Sarroch portava il ghiaccio. In Sardegna anticamente vi erano i Niargios, che erano uomini che si occupavano del trasporto del ghiaccio. Molto probabilmente qui a Sarroch, il ghiaccio era portato attraverso degli automezzi da Cagliari. Nessuna memoria storica che ho intervistato mi ha saputo dare risposte su questo. Da ciò che ho appreso, pare che il ghiaccio arrivava attraverso le navi al Porto di Cagliari, e dal Porto veniva portato alla Banca del Ghiaccio, un deposito all’interno dell’Hotel la “Scala di Ferro”, dove ha lavorato mia Nonna Bonaria, uno degli Hotel più importanti di Cagliari. Da qui il ghiaccio era poi distribuito nelle varie attività, in città, o nei vari paesi che se ne servivano. Deduco che a Sarroch il ghiaccio arrivasse proprio attraverso tali mezzi di trasporto.)
I ragazzini che lavoravano con il carrettino, potevano avere all’incirca 10 anni.
Uno dei ragazzini che ha lavorato per Tzia Annina è Signor Efisio Pinna, che si ricorda molto bene questi momenti felici della sua vita. Altri nomi dei ragazzini, che vendevano il gelato con il carrettino, erano Raimondo Spano, Pepi Spano, Silvio Meloni.
Il gelato si vendeva in giro per il paese e per le occasioni speciali si spingevano a piedi fino a Villa San Pietro.
La Domenica le famiglie acquistavano il gelato, soprattutto dopo pranzo. Si racconta che andavano da Tzia Annina in gelateria con "Su Prattu" (un piatto) o "Sa Ciccara" (una scodella), lei preparava i coni che venivano rovesciati al contrario nel piatto, che poi veniva consumato in casa con i familiari.
In questa immagine vediamo un dolce ricordo di famiglia con Signora Annina Tiddia e Signor Armando Demontis, insieme ai figli, da sinistra, Anna, Rosalba e Ottavio.

“Sa Buttega de Tziu Bissenti Acca”
Via Trieste n°6 (numero civico attuale).
Signor Vincenzo Vacca.
La Bottega offriva un’ampia scelta di generi alimentari. Stiamo parlando di un’attività iniziata intorno agli anni 1930-40.
Fu il primo posto dove portarono da Cagliari, la prima crema spalmabile colorata chiamata “Cremalba” ed era rosa, bianca e marrone. I bimbi ne andavano matti, e si vendeva all’etto.
Nel 1950 la Ferrero ha una rete di distribuzione sempre più capillare. Si consegnano ai negozianti prodotti freschissimi e perfetti. Tra questi prodotti riscuote un grande successo la Cremalba.
Tziu Bissenti vendeva anche il pane, che arrivava da Cagliari, soprattutto nel periodo della Guerra, in cui si forniva in modo razionato, con delle restrizioni, per cui si vendeva una pagnotta a famiglia. Per chi in quel periodo ha patito la fame, questo è un ricordo che rimane impresso.
Dietro la propria casa, nel periodo della guerra, durante i bombardamenti, Tziu Bissenti aveva un Rifugio che dava protezione non solo ai suoi familiari, ma anche ai vicini.
Tziu Bissenti negli anni potenziò la propria attività: dietro casa sorse un Mulino e poi il Forno con il quale lui stesso produceva il pane.
Non solo, Tziu Bissenti è stato veramente all’avanguardia a Sarroch, un pioniere dell’Imprenditoria, dal Cinema di Via Garibaldi, al Frantoio e addirittura un Blocchettificio. 
Nella prima foto l'ingresso della bottega di Tziu Bissenti.
Nella seconda immagine un ricordo della "Cremalba"




“Su Sabatteri” e in seguito anche caseificio e blocchettificio.
Via Trieste n°7 (numero civico attuale).
Tziu Angelinu.
Signor Angelo Tolu, ciabattino, casaro e imprenditore di Sarroch.
Signor Angelo, figlio di pastore, a partire dalla fine degli anni venti, è stato una persona di grandi iniziative commerciali nella comunità di Sarroch, dove iniziò come calzolaio, per poi passare al Caseificio - Primo Caseificio storico di Sarroch – e infine il Blocchettificio. La licenza di quest'ultima impresa familiare era di suo figlio Giampietro Tolu, e vi prestava la propria opera anche il figlio più piccolo Paolo. Contemporaneamente all'attività imprenditoriale di Tziu Angelinu, Tzia Simona è ricordata in paese per la gestione della sua antica latteria in Via Azuni, dove vendeva latte, uova e formaggio.
Queste furono tutte attività che gli consentirono di sostenere la propria numerosa famiglia. Una vita di sacrifici e di iniziative continue. Le avventure imprenditoriali di Tziu Angelinu segnarono intere epoche di storia commerciale di Sarroch.
Tziu Angelinu è stato per breve tempo anche Consigliere Comunale e "obrieri" della Festa di Sant'Antonio, la festa religiosa e popolare che a metà gennaio animava il paese con Su Fogadoni e il rituale del Pan'e Saba. 
Oltre ad essere il Nonno del mio fidanzato Luca Tolu, è giusto ricordare che Tziu Angelinu è anche il Nonno di Mauro Cois, ex Sindaco del Comune di Sarroch.
In queste antiche foto delle varie attività, vediamo non solo Signor Angelo Tolu, ma anche sua figlia Amelia, che tanto ha lavorato e contribuito nel Caseificio di famiglia.





“Sa Posta Beccia”
Via Trieste n°8 (numero civico attuale).
Qui vi era l’ufficio postale di Signora Lavinia Cois. Ha avuto anche diverse impiegate che lavoravano per lei, tra cui ricordiamo attraverso le memorie storiche di Sarroch la Signora Tatti, originaria di Ruinas e rimasta a vivere a Sarroch per tanto tempo.
In un ambiente separato dall’ufficio postale, vi era una Bottega ed una Pseudo Farmacia in cui si vendevano aspirine o altri farmaci, prima dell’arrivo della Farmacia a Sarroch.
Siamo intorno ai primi del 1900.

“Sa Crannetzeria de Tziu Valentinu”
Via Trieste n°21 (numero civico attuale).
Trattasi della Macelleria del Signor Valentino Cois, che vendeva ogni tipo di carne. Siamo negli anni 30-40, prima di aprire la prima pompa di benzina in Via Cagliari.
Inizialmente la Macelleria di Signor Valentino, prima di trasferirsi in Via Trieste, era situata dove oggi è presente l’Asilo delle Suore, proprio in direzione della Madonnina, più in basso c’era una porticina con l’ingresso alla macelleria.

“Sa Buttega de Canini”
Via Trieste
Signora Canini
In questa bottega si vendevano per lo più generi alimentari, in seguito anche merci varie per la casa. Siamo già intorno gli anni 50’.
L’attività della Famiglia Canini, si sviluppò notevolmente, tanto da arrivare in seguito ad aprire un negozio di arredamenti.

Via Azuni (ex Via Massidda) 

“Su Forru de Su Pani de Tziu Mundicu”
Via Azuni n°5 (numero civico attuale).
Signor Raimondo Lenti (noto Mundicu) e Signora Fiorenza.
Le memorie storiche di Sarroch ricordano di Tzia Fiorenza mentre impastava insieme ai propri figli Piero, Luigi, Orsola, Dina e Anna, che fin da bambini aiutavano la mamma nel processo di panificazione.
Tra i figli, Luigi ha poi portato avanti la tradizione di famiglia.
Periodo Storico: dagli anni trenta.

“Sa Buttega de Tziu Umbertu ”
Via Azuni.
Signor Umberto Contini.
Era una bottega di generi alimentari, che vendeva anche il miele.

“Sa Buttega de Tzia Mariolina”
Via Azuni n°42 (numero civico attuale).
Signora Mariolina Pala
La Bottega trattava per lo più abbigliamento, scarpe, merceria.
Datazione: dalla fine anni 60 in poi.

“Su Lattonièri "
Tziu Sarba(ngiolu)
 (Stagnino)
Via Azuni.
Signor Salvatore Tolu
Agli inizi del 1900 i mestieri erano i più comuni, ma anche i più autentici. Tziu Sarba così comunemente chiamato da tutti, era un pescatore, ma all'ingresso della sua casa, nella via dove un tempo c'era la Casa Comunale,  vi era una porticina che portava al suo cortile dove svolgeva il suo secondo lavoro che consisteva nell'aggiustare i barattoli, i mestoli, gli utensili da cucina e in generale tutti gli oggetti di latta e d'uso quotidiano fondamentali per le professioni dell'epoca. Esempio tipico erano i bidoni per trasportare il latte e gli stampi per fare il formaggio, fondamentali nell'economia agropastorale dell'epoca. A Sarroch svolgeva questo ruolo proprio Tziu Sarba, il bisnonno di Lucina Tolu, che è stata Candidata a Sindaco ed ex Consigliera Comunale del Comune di Sarroch. Inoltre Lucina si ricorda in comunità non solo per il suo impegno come attivista politica, ma anche come insegnante delle scuole elementari.
In questa foto vi mostro l'ingresso di casa di Signor Salvatore, dove i nostri compaesani si rivolgevano per far aggiustare i propri utensili dai primi del 900 fino agli anni cinquanta.
Signor Salvatore è ricordato dalle memorie storiche anche come uno dei ciabattini del paese.

“Sa Buttega de Tzia Maria e Tziu Lillinu”
Vico 1 Azuni (numero civico attuale).
Signora Maria Salonis insieme al marito Signor Sulis.
Bottega di generi alimentari, aprì intorno alla fine degli agli anni sessanta.


Via Sassari - Rione di Sriboneddu (ex Via Sa Barona)

“Sa Buttega de Tzia Paulina”
Via Sassari n°101 (numero civico attuale).
Signora Paolina Garau
La Bottega di Zia Paulina, ha una storia molto antica e lunga dai primi decenni del 900. Nella sua lunga attività, che ha concluso intorno agli anni 90, ha avuto diverse sedi.
Fu Via Sassari il luogo dove tutto ebbe origine e dove ancora si nota la porta murata e l’antico numero civico. Qui vendeva ricordini per le cerimonie, cartoleria e caramelle. Con gli anni si trasferì in Via Primo Maggio, dove si ampliò, e in seguito la nuora Paola, sposata col figlio Franco Zuddas, Ragioniere del Comune di Sarroch, aprì il proprio negozio di intimo.
Successiva Sede di Tzia Paulina, fu in Via Cagliari al N°1.
Ultima sede della bottega ricordata sopratutto dai ragazzi delle scuole medie , fu in Via Dante al n°1.




“Sa Parrucchiera”
Via Sassari
Signorina Santina Vacca.
Un’altra attività commerciale che ha segnato la seconda metà del 900 sarrocchese fu il salone di Santina Vacca, persona sensibile e dolcissima, impressa nei ricordi di molte donne.
Quando le sarrocchesi necessitavano di tagliarsi i capelli potevano rivolgersi direttamente a lei nel Salone di Via Sassari, che successivamente si trasferì di fronte al Bar Tre Piramidi in Via al Mare.
Per ultimo vogliamo ricordare “L’Etoile” (dove oggi è presente l’attuale Parafarmacia), un bellissimo negozio di abbigliamento, con arredi moderni e molto curati, che Santina portò avanti per tanti anni.
Santina è stata una delle tante donne di Sarroch che hanno dato un bell’esempio di imprenditoria femminile.

“Su Bottulaiu”
Via Sassari.
Signor Vincenzo Salis (noto Bruncali)
Attraverso le testimonianze storiche di Sarroch, siamo riusciti a riportare in superficie i ricordi di una figura molto caratteristica della storia sarrocchese dei primi decenni del 900. Signor Vincenzo, era originario di Pula, era mezzo Sarrochese (famiglia Melis) e mezzo Pulese (famiglia Salis). Aveva una casetta in zona Sriboneddu, ed aveva un compito abbastanza pesante... Chi lo ricorda, dice che aveva un impermeabile blu sempre sporco, portava un sacco sulle spalle, e trasportava due bidoni lungo tutto il percorso tra le strade polverose del paese. Passava nelle case e ritirava il ferro che alle famiglie non serviva più. Era un lavoro faticoso di braccia, di gambe e di sacrificio. Mi ha colpito molto questa figura, che fungeva un servizio utile alla comunità in un tempo lontano da noi.
Datazione anni 30-40

“Sa Buttega de Tzia Caterina”
Via Sassari n°4 (numero civico attuale).
Signora Caterina Demontis.
Anni 30 e 40.

Via Indipendenza (ex Via de Mesu Bidda)

“Su Stangu antigu de Tziu Boiccu”
Via Indipendenza.
Signor  Salvatore Boi.
Fu uno dei più antichi Tabacchini di Sarroch, nei primi anni del 900.
Oggi sorge una delle più adorabili case del centro storico di proprietà di Beatrice Maria Tiddia.
Alcuni compaesani ricordano ancora la scritta "Su Stangu" nella parte superiore della porta.



“Sa Buttega e Su Caseificiu de Tzia Tottona e Tziu Vittoriu”
Via Indipendenza n°28 (numero civico attuale).
Signor Vittorio Cois e Signora Musu.
L’antica bottega e il caseificio della famiglia Cois.
Ancor prima di questa realtà commerciale, mi piace ricordare attraverso mio papà, che Signor Vittorio e Tzia Tottona sono sempre stati due persone dedite particolarmente al lavoro, insieme ai figli. Quando mio papà era ragazzo, non era né fidanzato né sposato, lavorava nel Box n°15 della Macelleria di Carne di Cavallo di Fausto Orani, una delle più note Famiglie di Macellai di Cagliari, presso il Mercato di San Benedetto. Erano anni prosperi, in cui si lavorava bene.  Al Mercato di San Benedetto lavoravano tante persone, ognuno aveva il proprio Box. Dietro il Box dove lavorava mio papà, vi era Signor Vittorio Cois che gestiva il Box della Frutta & Verdura e al Banco vi era sempre Tzia Tottona. Non era mai sola al banco, con lei c’erano le figlie o il loro figlio Amedeo. E’ stato un tempo di duro lavoro, ma anche di grandi amicizie, che durano ancora oggi nel tempo. Papà ricorda Amedeo Cois giovane figlio che aiutava suo padre e sua madre al banco nell’attività. Il destino li ha poi portati ad incontrarsi nuovamente, nel  lavoro nel Polo Industriale da adulti e come concittadini di Sarroch. Con gli anni l’attività di famiglia si è ingrandita: Tziu Vittoriu ha avuto greggi di pecore (infatti forniva il latte al primo caseificio storico di Sarroch di Angelo Tolu) per poi acquisire la Latteria / Bottega in Via Siotto iniziando a vendere il latte e a produrre in seguito in modo industriale il formaggio. Così è nata la Bottega ed il Caseificio di Tzia Tottona e di Signor Vittorio che ancora oggi resta impressa nelle memorie storiche di tanti.

“Su Sabatteri “
Via Indipendenza n°25 (numero civico attuale).
Tziu Ernestu
Signor Ernesto Mura
Fu uno degli storici calzolai di Sarroch, intorno ai primi anni del 1900.
Col tempo si trasferì e, insieme alla famiglia, andò via da Sarroch.
Molti ricordano Tziu Ernestu intento nel lavoro nel suo laboratorio dove oggi vi è ancora l'ingresso della porta oggi murata.


“Su Furriadroxiu”
Via Indipendenza 
Proprietà di Tziu Alessinu Cois.

Il Furriadroxiu che deriva dal sardo furriài (ritirarsi,abitare) è un insediamento agropastorale, in disuso dalla seconda metà del 1900. Il termine Furriadroxiu si associa al verbo furriài "ritirare" "rincasare" ed in forma più estesa "tornare a riportare indietro", in quanto si riferisce all'insediamento stabile delle famiglie contadine ed esteso alle funzioni di ricovero del bestiame o degli attrezzi per lavorare la terra.
A Sarroch, tziu Alessinu, proprio qui in Via Indipendenza, dove oggi sorgono le abitazioni dei suoi figli, vi era il ricovero degli animali.A fine serata Su Sozzu ossia il Fattore , riportava le bestie a rinfocillarsi ed abbeverarsi dopo l'intera giornata di lavoro nei campi.
Il bestiame al rientro mangiava fave, foraggio, granturco  acqua e riposava per preparasi al nuovo giorno di lavoro.
Un altra figura presente in questo contesto era S'appallatori ossia il responsabile dell'antico fienile, più comunemente nota come "Sa Domu e Palla" , ben nota sopratutto ai bambini del tempo che si divertivano a saltare sul fieno.
In questo Furriadroxiu  ben noto ai tanti sarrochesi ,esistente nei primi anni del 900' vi era inoltre l'orto e le abitazioni in ladiri dei lavoratori e delle loro famiglie. 


Via Siotto
“Su Brabìeri”
Via Siotto n°7 (numero civico attuale).
Tziu Luigi Salonis, Barbiere di Sarroch.
Dagli anni 30 - 40.

“Sa Buttega de Nuccia & Gesuina”
Via Siotto n°9 (numero civico attuale).
La Bottega di Nuccia e Gesuina Murgia.
Molto tempo prima, c’era la Barberia di Tziu Luiginu Caboni, poi col tempo aprirono questa bottega che vendeva di tutto.
Dagli anni 30 - 40.

“Sa Latteria de Tziu Peppinu”
Via Siotto n°23 (numero civico attuale).
Signor Giuseppino Guiso, noto Peppino.
La latteria del 1930 che poi acquisì Signor Vittorio Cois.
La latteria non vendeva solo latte di pecora ma anche formaggio.

“S’Antiga Locanda de Tzia Luisicca”
Via Siotto
La Locanda Albergo di Signora Luisa Anedda.
Signora Luisa Anedda era la moglie di Tziu Srabadoriccu, (Salvatore Frau).
Signor Salvatore Frau è nato a Sarroch il 21 Agosto del 1875, morto il 25 gennaio 1944.
Signora Luigia Anedda è nata il 23 ottobre 1878, morta a Sarroch il 21 giugno 1967.
Intorno al 1920-30 i coniugi gestivano un affittacamere, erano gli unici a Sarroch con questo genere di attività per quei tempi.
In quest’antica Locanda, che aveva l’ingresso in Via Siotto, i terreni arrivavano fino al lato opposto in Via Cagliari. Si dava vitto e alloggio.
I clienti erano generalmente i venditori di mercanzie che arrivavano in zona o per le Feste o per altre occasioni, oltre che i fotografi che provenivano da Cagliari per le feste. Sarroch non aveva un fotografo nel paese, e allora in queste occasioni le famiglie, pagavano qualche lira per avere una foto ricordo con la famiglia prima di uscire per i festeggiamenti.
Generalmente il vitto consisteva in un pasto frugale, come fave bollite e, naturalmente, vino.
In queste foto vediamo Tzia Luisicca che scrive all’ingresso nella sua proprietà.
Nell’altro scatto vediamo una bellissima foto di famiglia, in cui si vede Tzia Luisicca all’estrema sinistra, Tziu Srabadoriccu all’estrema destra, centrali la nuora e il figlio Carabiniere con le nipoti: la bimba a sinistra è Signora Maria Frau con sua sorellina.
Maria ha un ricordo bellissimo della nonna, è dell’impegno e la passione che metteva nel proprio lavoro.
Una forza incredibile, un’emancipazione unica per quei tempi.
Nello scatto successivo vediamo la Via Siotto, all'estrema sinistra dopo la casa verde, vediamo l'antica proprietà di Tzia Luisicca e di Tziu Srabadoriccu.



“Sa Buttega de Tzia Giovanna”
Via Siotto n°35 (numero civico attuale).
Signora Giovanna Mura.
Trattava per lo più generi alimentari.
Anni 40.

“Sa Buttega de Tzia Brabara”
Via Siotto n°26 (numero civico attuale).
Signora Barbara Meloni.
La Bottega vendeva di tutto, drogheria, generi alimentari, etc.
Dagli anni 30 – 40.

“Su Maistu de Carru”
Via Siotto
Tziu Girori Murgia.
Artigiano che intorno al 1920-30 nella propria bottega costruiva e manutenzionava i carri.

“Sa Buttega de Tzia Leonora”
Via Siotto (Casa Sanna)
Signora Eleonora Murgia
Latteria, Uova
Anni 40.
Piazza Repubblica (ex Piazza Municipio)


“Su Stangu de Maria Moriscu”
Piazza Repubblica
Signora Maria Morisco
Quest’antica bottega ha una storia lunga. Tutto ha avuto origine intorno alla Piazza di Chiesa, dove Signora Maria - tornata in paese da Carbonia dove viveva insieme al marito Signor Castagna originario di Lula - vendeva giornali, profumi, schedine, articoli da regalo e tanto altro. L’attività fu il frutto dell’investimento di Signor Castagna, che liquidatosi dalla Miniera dove lavorava, decise di puntare su tale nuovo progetto.
Negli anni si trasferì in Via al Mare dove attualmente è presente la sede della Parafarmacia. Successivamente ci fu l’edicola in Via Cagliari, gestita dal figlio.
L'attività di Signora Maria è stata la prima rivendita di giornali con regolare licenza: all’epoca non era possibile aprirne una se non con tale particolare autorizzazione che era rilasciata da una commissione speciale, in base al numero degli abitanti.  L’edicola di Signora Maria portò una ventata di nuovo qui a Sarroch: Bolero e Grand’Hotel erano due fotoromanzi a puntate che andavano alla grande in quel periodo.
Siamo intorno alla fine degli anni cinquanta e l’allora Parroco Don Pibiri non era molto d’accordo con l’esposizione e la vendita di questi giornali. Si ricordano episodi di contrarietà.
Negli anni successivi decisero di ampliare l’attività, dove ora vi è il “Bar Pratza e Cresia di Adriano Pes”, è dove un tempo ci fu l’Enoteca dei fratelli Cois (Dino, Luca, Nicola), ma che in origine era la casa nativa di una delle famiglie Cois,  dove nacque la cara Cecilia.
Era una specie di Bazar, molto frequentato: avevano anche il totocalcio, oltre che giornali, alimentari, profumeria e abbigliamento.
La Piazza di Chiesa era il fulcro del paese, sempre piena di gente, bambini e adulti, oltre che il personale della Caserma, del Municipio, e i clienti dell’Ambulatorio di Dottor Tiddia.
In seguito, negli anni in cui la raffineria stava nascendo, gli affari andavano sempre meglio, portandoli a decidere di trasferirsi in Via al mare.
Un’attività piena di ricordi e un periodo vivo per la nostra comunità di Sarroch.



“Sa Brabìeria de Tziu Spanu”
Piazza Repubblica
Signor Efisio Spano
Barbiere degli anni 30 – 40.
Signor Efisio Spano,padre di Raimondo Spano, è stato uno dei barbieri storici di Sarroch. La sua barberia era situata nel  pieno centro storico del paese.
Nonno di Stefania Spano, che purtroppo lei non ha conosciuto, ma che ricorda attraverso i racconti dei propri cari.

“Su Monti”
Monte Granatico
Piazza Repubblica
Banca dove si effettuava il prestito del Grano. Storica istituzione, la cui sede, ben visibile in alcune foto d'epoca di Sarroch, coincideva con l'attuale sede del Banco di Sardegna. Il Monte Granatico fungeva quindi come una sorta di banca, nella quale si effettuava il prestito di grano ai contadini, che successivamente lo restituivano con una maggiorazione.

“Sa Buttega de Tzia Angelina”
Piazza Repubblica
Signora Angelina Meloni.
Trattava generi alimentari. Datazione 1900.
Nella casa ad angolo con Via Siotto, ad inizio secolo, viveva Signora Angela Meloni, che proprio in questo punto, svolgeva la sua attività di bottegaia. Signora Angelina, era la madre di Bonaria, Eulalia, Caterina e Sisinnio Demontis. Quest'ultimo è il padre di Antonangelo Demontis, la cui storica casa è stata negli ultimi anni la sede di un Centro per Anziani.
Dopo la morte di Tzia Angelina la bottega passò a sua figlia Eulalia ( Nota Tzia Laia), la quale, sposatasi con Tziu Giuseppi Pudda di Berchidda, carabiniere, lo seguì dove lavorava per circa 20 anni.
In questo arco di tempo la bottega fu gestita da Tzia Bonaria, sua sorella.
Quando Tzia Laia tornò, gestì con il marito la sua attività in Via Italo Caboni, l'altra sorella Tzia Caterina in Via Sassari.

“Sa Buttega de Tzia Antonia”
Piazza Repubblica
Signora Antonia Demontis.
Trattava generi alimentari. Anni 30 – 40.
In questa foro vediamo la porta d'ingresso della bottega di Signora Antonia alle spalle dei compaesani che lavoravano volontariamente per cementificare la Piazza Di Chiesa.





“Sa Buttega de Tzia Fiorenza”
Signora Fiorenza Concas
Piazza Repubblica
Antica bottega merceria, che successivamente fu Sede del Partito Socialista.
Datazione anni 30 – 40.

“Su Maistu e Linna Tziu Angelinu”
Piazza Repubblica
Signor Agelino Concas, era il vecchio falegname di Sarroch, da ricordare perché aveva costruito il carro di Sant’Efisio, oltre che gli armadi antichi della Scuola Luigi Siotto.
Datazione: primi anni del 900.

“Su Maistu e Linna Tziu Eugeniu”
Piazza Repubblica
Signor Eugenio Cois, era anche lui il falegname del paese. Costruiva anche le Bare per i seppellimenti, oltre che mobili, ed una serie di altri lavori. Chi l’ha conosciuto, dice di lui che aveva una grande arte e maestria nel lavorare il legno. Io personalmente ho avuto la possibilità di vedere mobili fatti da lui, grazie a sua figlia Cecilia. Il dono di lavorare la legna, è un’arte che di generazione in generazione è passato da padre in figlio, da zio a nipote. In questa bellissima fotografia che vi mostro - siamo più o meno nel 1934 - vediamo i falegnami nel Laboratorio a lavoro.
Il primo a sinistra è Carlo Cois, il centrale è Gaetano Spano (noto Tatanu), mentre il primo da destra è il papà di Cecilia Cois, il Falegname Eugenio Cois.

“Su Collocadori”
Piazza Repubblica
Tziu Alliccu - Signor Raffaele Loddo
L’ufficio di Collocamento era sito in Piazza di Chiesa, angolo con Via Roma, dove oggi si trova l’Ufficio della Polizia Municipale.
Nella foto vediamo Signor Raffaele (noto Alliccheddu) in ufficio.
Nella seconda foto vediamo l’ingresso dell’Ufficio di Collocamento.
Datazione: dagli anni trenta e quaranta.



Via al Mare


“Petit Bazar”
Via al Mare( di fianco al Bar di Tzia Maria Caboni)
Signor Rino Pazzini.
Dal 1965.
Intorno ai primi anni 60, la famiglia Pazzini aprì il primo grande negozio di abbigliamento e calzature uomo donna e bambino. Negli anni si trasferì sopra il Tre Piramidi. Fecero fare addirittura le buste personalizzate con il loro logo. Fu un attività innovativa e moderna.

“Su Bar de Tziu Peppi ”
Via al Mare.
Signor Giuseppe Garau
Datazione anni 50-60
Tziu Peppi, con l'aiuto dei propri figli, gestiva un bar (dove oggi c'è il Ristorante Don Peppiccu) ed il campo da bocce, che era un piacevole intrattenimento per uomini,  ragazzi, sopratutto operai della raffineria. Il Bar era a conduzione familiare e i figli Franca e Tore lavoravano quotidianamente.


“Sa Buttega de Tzia Erminia”
Via al Mare
Signora Erminia Caboni
Datazione anni 50-60
Signora Erminia è la moglie di Signor Giuseppe Garau. Affianco al Bar, ha sempre gestito la bottega di generi alimentari.

“L'Autonoleggio e Agenzia Viaggi”
Via al Mare
Signor Mura.
Intorno agli anni 60, in Via Cagliari, Signor Mura aprì il primo Autonoleggio che copriva tutta la zona, compresa Pula e Villa San Pietro. Era un’azienda all’avanguardia, che - anche grazie alle sue figlie Sandra e Susanna che l’hanno supportato negli anni - s’inserì in questo mondo ancor prima di Follesa a Pula.  Dopo all’incirca dieci anni, si trasferirono in Via al Mare, dove aprì la Prima Agenzia Viaggi di Sarroch, ancora oggi in attività attraverso il contributo del genero Salvatore Sulis, ex Assessore del Comune di Sarroch e attuale Presidente del Consorzio Turistico Costiera Sulcitana.

“Sa Buttega de Tziu Eduardu”
Via al mare n°36 (n° civico attuale).
Signor Edoardo Tiddia e Signora Vittoria Murgia.
Fu una bottega che aprì intorno agli anni 60, vendeva di tutto: verdura, frutta, alimentari, giocattoli e merceria.

“Sa Buttega de Tzia Maria”
Via al Mare
Signora Maria Virdis
Signora Maria è ricordata intorno agli anni 40 per la sua Latteria. Suo marito Tziu Venerandu (Signor Venerando Massa) faceva il pastore, aveva il suo gregge, ed ogni giorno vendeva il latte fresco delle pecore nella bottega della moglie. Inizialmente vendeva sopratutto il latte sfuso, poi portò anche il latte in busta.

“Sa Buttega de Tziu Pietru”
Via al Mare
Signor Pietro Casu
Signor Pietro ha gestito per tanti anni la bottega e la frutti e verdura sino all'età di pensionamento. Con sua moglie Lisetta, ha lavorato fianco a fianco.
Signor Pietro e Signora Lisetta sono i genitori di Gianni Casu, che aprì una delle più belle e  moderne salumerie intorno gli anni 80 a Sarroch.

“S’Orologiaiu - Russo”
Via al mare
Signor Salvatore Russo e Signora Rosa Filippone
In questo viaggio tra le antiche botteghe sarrocchesi trova spazio anche un’attività, più recente, ma non per questo meno “storica” dato che caratterizza il tessuto commerciale locale da quasi mezzo secolo. Una storia imprenditoriale che è anche la storia di una famiglia, giunta dalla Sicilia, ma ambientata familiarmente a Sarroch. Sto parlando della Famiglia Russo, che ha fatto il suo arrivo a Sarroch nel 1968, quando Signor Salvatore, per via del lavoro con le trasferte nel polo industriale, si stabilì in paese con la propria famiglia.
Signor Salvatore è ricordato come un uomo intraprendente, di grandi idee, appassionato di orologi e in seguito anche di elettrodomestici.
Era il 1974 quando Signor Salvatore aprì la sua attività a nome della prima figlia Pina, che impegnata con gli studi e gli hobby, non riusciva a seguire continuamente il negozio - inizialmente sito dove oggi è presente la Cantina del Vino – che si poggiava molto sul sostegno di Signor Salvatore e Signora Rosa, che hanno così sempre gestito il negozio insieme, con l’aiuto dei figli
Insieme si son sempre accompagnati nella vita e sostenuti, ed hanno dato alla luce sette figli: Pina, Antonia, Rosaria, Franca e Pippo nati a Palermo ( quest’ultimo decise di aprire una sede staccata dell’attività a Cagliari in Via Puccini), Umberto – futuro Assessore Comunale - nato a Gela e infine Veronica nata a Sarroch nel 1974.
Signor Salvatore e Signora Rosa sono stati un grande pilastro per questa famiglia e attraverso il loro esempio Pina ancora oggi gestisce l’attività con il supporto delle sorelle e dei fratelli.
Mi piace ricordarlo così, ancora dietro al banco, affaccendato, dove tutto ha avuto origine…


“Sa Buttega de Tzia Esterina”
Via al mare n°17 (n° civico attuale).
Signora Federica Tatti.
Anche la bottega di Tzia Esterina, così nota a tutti, ha una storia antica. Prima di lei, sua madre Tzia Arega (Signora Greca Melis) ha gestito la sua bottega storica di generi alimentari. Negli anni seguenti sua figlia Tzia Esterina le diede un tocco di novità è l'ampliò. Era un piccolo market, dove si trovava di tutto, dai detersivi, agli alimentari, ma anche salumeria, merceria e panificio. C’era proprio di tutto: un emporio familiare e accogliente. Tzia Esterina viveva da sola qui a Sarroch, perché il marito con i figli vivevano a Cagliari e con loro si ricongiungeva tutti i sabati e le domeniche.
Giancarlo, suo nipote, ha dei ricordi nitidi e belli. Quando Giancarlo era grandicello, nel periodo degli studi superiori, lo Zio si trasferì a Sarroch di nuovo con la moglie. Il negozio andò avanti per un pò di anni, fino agli anni novanta. Più o meno chiuse prima dell’avvento dei registratori di cassa con scontrino fiscale.
In seguito Tzia Esterina andò in pensione e rientrò nella propria casa di Cagliari.
Oggi l'eredità imprenditoriale di questa famiglia ha avuto seguito con Signora Agnese, il marito, e le loro tre figlie Rosa, Greca e Sandra Tatti.Inizialmente avevano la sede in Via Matteotti, oggi L'Angolo di Agnese si trova in Via al Mare.

Via Cagliari
“Sa Buttega de Tzia Maria”
Via Cagliari n°7 (n° civico attuale).
Signora Maria Lai.
La bottega di Signora Maria era una bottega molto grande, fornita di tutto.
A partire dagli anni 30 – 40.

“Su Ferreri”
Tziu Demetriu
Via Cagliari
Signor Demetrio Spano
Voglio parlarvi di un uomo nobile d'animo, sensibile,di grandi valori. Classe 1911. Signor Demetrio è rimasto nel cuore dei figli, figlie, nuore, generi e nipoti. Ma Tziu Demetriu è rimasto impresso nei ricordi di tutti coloro che lo hanno conosciuto:  adulti e bambini del nostro paese. Ha lavorato fin da giovane, ha sempre fatto il fabbro, ed ha trasmesso questa antica arte anche ai figli. Mio padre ricorda molto bene Tziu Demetriu e i suoi figli Bruno ed Angelo, anch'essi ottimi artigiani. Col ferro riuscivano a dar vita a tante meraviglie, proprio come il padre. Tziu Demetriu è stato uno degli ultimi fabbri a ferrare cavalli, muli etc. Non solo, con il ferro creava delle vere e proprie opere d'arte in miniatura. All'ingresso del suo Laboratorio Artigianale aveva esposti una serie dei propri lavori. I clienti restavano a bocca aperta, per la precisione e la riproduzione fedele di una serie di miniature.
Ma Tziu Demetriu oltre all'amore per il suo lavoro, metteva in parole meravigliose frasi e poesie che dedicava a familiari, nipoti e luoghi.
Inoltre, è ricordato per i suoi incontri nelle scuole, in cui da grande saggio sarrocchese ha avuto sempre tanto da insegnare e da trasmettere. A titolo di esempio pubblico un suo scritto, dopo uno degli incontri con i bambini delle classi della scuola elementare.
Per gli Spano l'antico mestiere del fabbro è una tradizione di famiglia che si tramanda da generazioni. Uno storico esempio di questo ci viene dall'interessante vicenda legata all'antica croce che un tempo era posizionata in Piazza Sa Ruxi. La vecchia struttura di Sa Ruxi, ormai demolita, era fatta da tre cubi di granito grigio posizionati in modo piramidale. Sopra questi era collocato una sorta di obelisco, in cima del quale era posizionata la croce in ferro battuto, a incastri, senza saldature, costruita dal Padre di Tziu Demetriu,Tziu Pietro e Tziu Vito, ovvero Signor Antioco Spano. Tale croce ora è collocata in cima alla facciata della Chiesa nuova di Santa Vittoria come possiamo vedere nella foto seguente.

Pubblichiamo di seguito una foto di Tziu Demetriu Spano, per ricordarlo a tutti.
Leggendo gli scritti di Tziu Demetriu, mi sono profondamente commossa per la sensibilità, la profondità d'animo di quest'uomo nei confronti dei familiari, delle persone, e del creato intero e dei vari nipoti, tra i quali ricordiamo Manuela Spano, Consigliera Comunale e Assessore. Era veramente un uomo speciale, con profondi valori, con un amore grande per la terra, gli animali, i fiori, le piante... Ho selezionato un suo scritto, che voglio condividere con voi, Tziu Demetriu lo ha scritto il 12 Settembre 1999 dopo l'alluvione che si era scatenata a Capoterra e zone limitrofe.Leggetelo, vi toccherà il cuore.

“Sa Piola de Tziu Pietro”
Via Cagliari n°19 (n° civico attuale).
Signor Pietro Spano
In questo luogo mi si è aperto un mondo a me sconosciuto, che attraverso i racconti di Signor Gavino Spano e di Rino Mallus - al tempo bambini – e di alcuni anziani, mi hanno trasmesso attraverso le loro memorie, la scoperta di un posto del passato che ho potuto vedere e toccare con mano.
Un tempo, tra gli anni trenta e quaranta, gli uomini trascorrevano le loro serate proprio qui: all’ingresso appena entrati alla sinistra vi era un Bancone dove si prendeva il vino e vi era anche un antico pozzo che un tempo dava acqua a parte del paese. Era un Pozzo abbastanza grande, profondo 8 metri, che poi chiusero, in quanto l’acqua fu considerata non potabile.
Sul lato destro vi era una veranda al coperto, dove in caso di pioggia, gli uomini andavano a ripararsi per giocare a carte e continuare a bere il buon vino, in grande compagnia.
Sul lato del terreno era presente il campo di Bocce. Ci si incontrava anche lì per giocare e gli anziani ricordano che arrivavano anche tante persone da Cagliari.
Il Terreno di Signor Pietro era molto ampio. All’interno vi erano aranceti e si coltivavano anche frutta e verdura che si vendeva all’ingrosso oppure alle stesse botteghe del paese.
Signor Gavino racconta di quando da piccolo aiutava suo nonno. Andava dalle varie bottegaie del paese, prendeva l’ordine del giorno per la frutta e per la verdura e poi con il carretto distribuiva la merce nelle Botteghe.
Signor Gavino ha ancora impressa la strada di terriccio, polverosa, che doveva fare per tutta Via Cagliari, o per le vie del paese. Attimi di un tempo che ha coinvolto uomini e bambini di Sarroch.
Attraverso i loro ricordi, mi sono emozionata ed ho vissuto un periodo lontano, scomparso, che resta vivo attraverso le memorie storiche.
In queste foto vediamo un incontro di Sarrocchesi al campo di bocce da Signor Pietro, e nell’altra una panoramica attuale di come è ancora oggi lo spazio dove si trascorrevano queste speciali giornate tra un bicchiere di vino, una partita di carte e una partita di bocce.
“Sa Buttega de Tzia Vincenza”
Via Cagliari (affianco al Bar S'Ottu).
Signora Vincenza Vargiu.
Intorno agli anni 60.
Rivendita di generi alimentari, abbigliamento etc.L'attività era gestita insieme a Signora Valeria.
Qui sotto una foto di Signora Vincenza nel giorno del suo matrimonio con Signor Vito suo marito col corteo in Via Cagliari.

“Su Ferreri - Tziu Vito”
Via Cagliari.
Signor Vito Spano
Tziu Vito, così come i fratelli Demetrio e Pietro era un maestro artigiano del ferro. Pensate un pò che fu il primo a Sarroch ad acquistare una saldatrice elettrica, che in seguito fu acquistata dal fratello Demetrio dopo che il Sig.Vito scomparse prematuramente.
Nato nel 1907, morì purtroppo però a soli 54 anni, nel 1962. Vi parlo di lui attraverso le belle parole di sua nipote Milena,  che anche se non ha conosciuto suo nonno, lo porta nel cuore e ne custodisce un affetto speciale attraverso i ricordi dei familiari e di chi lo ha conosciuto.
Il padre di Milena, Signor Carlo Spano, era l'unico figlio maschio di Signor Vito e aveva solo 16 anni quando il padre venne a mancare. Signor Vito lasciò così a tutta la famiglia un vuoto incolmabile.
Dai quanto emerge da tali ricordi Signor Vito era un uomo distinto, imponente, meticoloso e preciso nel proprio lavoro, oltre che un uomo onesto ed amante della giustizia. 
I familiari hanno ereditato da lui tanti dei suoi lavori, che custodiscono con affetto e grande orgoglio.
Durante la sua vita Signor Vito ha fatto tanti sacrifici, ed ha dedicato la sua vita al lavoro e alla famiglia. Partì anche in Turchia a lavorare in miniera. La sua arte riuscì a trasmetterla anche al figlio Carlo, che non divenne però fabbro di professione (anche se ancora oggi ama creare opere in ferro) ma maestro saldatore ed uno dei soci fondatori della Cooperatica "CEMIS". Con  grande meraviglia quando andò in pensione si ritrovò i primi contributi pagati da Signor Vito, quando da ragazzino cominciò passo passo con il padre a lavorare assimilando l'arte di famiglia.
Vi Mostro subito una foto di Signor Carlo Spano giovanissimo, appena diciasettenne, con gli attrezzi del mestiere: saldatrice e maschera, già avviato alla professione.

Insomma quando Signor Vito è volato via, ancora giovane, ha lasciato un grande vuoto, ma della sua bontà, dei suoi valori,restano ancora oggi tutti i suoi ricordi, impressi nelle menti e nei cuori di chi lo ha conosciuto.
Qui di seguito vi allego la foto di Signor Vito Spano in S'Ottu, una foto delle vecchie attrezzature da fabbro e una foto di un manufatto artigianale in ferro battuto (bauletto), forgiato da Signor Vito come regalo d'amore per la moglie Vincenza (la data all'interno è del 19 Luglio 1936).



“Sa Buttega de Tzia Aleni”
Via Cagliari (fronte distributore Agip).
Signor Elena Dessì
Datazione anni 50-60.
Bottega di frutti e verdura.

“Sa Polleria de Tziu Pietro”
Vico 1 Cagliari (n° civico attuale).
Signor Pietro Mallus noto Tuccio
In questa polleria si ricorda sempre Tzia Teresina (Teresina Casu)la moglie di Signor Pietro, che lavorava al banco.
Polleria.

“S'istassione de Servìtziu”
Via Cagliari, fronte Piazza Sa Ruxi.
Signor Oliviero Cois, figlio di Signor Valentino Cois il Macellaio.
In questa foto vediamo il primo distributore del paese, gestito da Signor Oliviero, padre di Aldo, Stefano, e Rosellina.

Con l'apertura del Polo Industriale, vogliamo ricordare negli anni 60 un altro dei primi distributori  nel territorio di Sarroch.
Stiamo parlando della Pompa di Benzina, di fronte l'industria, attività ormai chiusa.
Abbiamo comunque una foto del vecchio distributore che vogliamo condividere con voi.



“Sa Latteria de Tzia Menedda”
Via Cagliari dove oggi c’è il Bar Sa Ruxi
Signora Mena Pala.
Stiamo parlando di una Latteria antica, degli anni 30.
In seguito Tzia Mena con il marito andò via è tornò al suo paese natale Quartu Sant’Elena.

“Su Mercàu”
In questi particolari scatti possiamo notare dove veniva fatto il mercato di roba americana, una volta a settimana a Sarroch. Siamo di fronte il Bar Tre Piramidi. In questo luogo si esponeva l’abbigliamento in terra, e la gente sceglieva a prezzi bassi ciò che era di suo gradimento.


“Enal”
Via Cagliari, fronte Sa Ruxi
Attraverso la foto, dove si vede il camioncino, notiamo la piazzola dove si teneva il mercato. L’edificio di fronte era quello dell’ENAL, un dopolavoro in cui ci si incontrava, si beveva e si chiacchierava.
Inizialmente fu gestito dal Signor Gino Medda, poi successivamente dal Signor Efisio Licheri e infine dalla Signora Nietta Romanino.



“Sa Crannatzeria de Tziu Boiccu”
Via Cagliari n°40 (n° civico attuale).
La macelleria di Salvatore Meloni.

“Sa Crannatzeria de Tziu Antoni”
Via Cagliari n°58 attualmente
Signor Antonio Meloni è stato uno degli storici macellai di Sarroch con la propria attività proprio di fronte a Piazza Sa Ruxi. Tziu Antoni trattava e macellava tutti i tipi di carne. Svolse la professione fin da ragazzo per poi passare la mano al figlio Cesare che per anni portò avanti la stessa macelleria in paese. Tziu Antoni è ricordato da tutti i compaesani anche per la propria longevità, dato che morì pochi anni fa ultracentenario.

“Sa Buttega de Tzia Luisicca Litra”
Via Cagliari (attualmente vi è lo Studio Dentistico di Dott.Fenu)
Signora Luisa Littera
Datazione anni 30
Signora Luisa ha gestito per tanti anni una bottega di generi alimentari, vendeva anche il pane fatto in casa. Signora Maria Pinna lo riforniva spesso. Signora Luisa, era la madre, di Graziettina Tiddia una delle maestre elementari storiche di Sarroch.

“Su Bar de Tzia Arega Acca”
Via Cagliari
Il Bar della Signora Greca Vacca,era gestito anche con l'aiuto di Tziu Basili Demontis e dalla loro figlia Amelia Pinna,futura storica maestra della Scuola Materna di Sarroch, passato poi in proprietà al Signor Giampietro Tolu – figlio del sopracitato ciabattino Angelo Tolu - che portò avanti un Bar che a Sarroch è sempre stato famoso come “Il Bar dei Cacciatori”.
Amelia ricorda che lungo la Via Cagliari, (dall' l'officina di Tziu Demetriu a Su Stangu Antigu de Tzia Maria) era una consuetudine sociale dell'epoca compiere le cosiddette passeggiate dal primo pomeriggio in inverno, e dalle 17 circa in estate. La strada di Via Cagliari era polverosa, ma molto trafficata. Arrivavano tante persone anche dai paesi limitrofi, Capoterra, Pula... Infatti tante e tanti sarrocchesi si son sposati con persone dei paesi vicini. Come testimonianza una foto de "Sa Passillada" di Via Cagliari negli anni 50.

“Sa Buttega de Tzia Filomena”
Via Cagliari
Intorno agli anni 30 vi era una bottega di alimentari.

“Sa Buttega de Tziu Luiginu & Tzia Iolanda”
Via Cagliari n°65 (n° civico attuale).
Signor Luigi Vargiu e Signora Iolanda Vargiu
La Bottega in questione ha sempre avuto un certo fascino ai miei occhi di bambina. Vi erano in vendita generi alimentari, quaderni, l’inchiostro con i pennini antichi, oltre che abbigliamento e scarpe. Dopo tanti anni la Licenza passò alla figlia Tzia Iolanda, che ha sempre gestito con grande impegno ed autonomia la sua attività. E’stata una donna dal forte carattere, e all’avanguardia.
In queste due foto vediamo Signora Iolanda (nata nel 1920) in uno scatto in cui poteva avere 2 -3 anni.
Nell’altro scatto vediamo Signora Iolanda con suo marito Signor Mamberti a passeggio a Cagliari in Via Roma.
Una bellissima coppia, che a Sarroch ha lasciato un bel segno.
Signor Mamberti  si ricorda sempre per le sue doti artistiche, bravissimo pittore, bellissimi quadri.
Tanti erano presenti ai suoi corsi di pittura indimenticabili.


“Sa Buttega de Tziu Lorrai”
Via Cagliari n°94 (n° civico attuale).
Signor Pasquale Lorrai
La Bottega vendeva pressoché di tutto.
Datazione: dagli anni 30 – 40.

“Sa Buttega de Tzia Doloretta”
Via Cagliari n°84 (n° civico attuale).
Signora Doloretta Caschili
La Bottega, a partire dagli anni 30 – 40, vendeva inizialmente generi alimentari. In seguito però aprirono la “Prima Autoscuola”, dove ci fu Signor Ireneo, che era un Dipendente Comunale che faceva l’Istruttore .

“Sa Crannatzeria de Tziu Melis”
Via Cagliari n°84 (n° civico attuale).
Nei primi anni del boom economico a Sarroch, intorno agli anni 50-60, diverse attività commerciali hanno preso il volo crescendo a dismisura.
Nella propria macelleria, immortalata nella foto riportata, Signor Melis aveva anche lavoratori alle sue dipendenze e trattava tutti i tipi di carni.
Uno dei primi Macellai che lavorò alle dipendenze del Signor Melis, fu anche Signor Tonino Melis. Proprio in questa macelleria, ebbe le sue prime esperienze di lavoro. Ancora giovane Tonino lavorò anche da Tziu Antoni Meloni, per poi anche lui mettersi in proprio ed aprire la prima macelleria in Via Roma, è poi ancora oggi in Via Cagliari lò vediamo quotidianamente nell'impegno del lavoro con la moglie ed il figlio Giovanni Melis.
A distanza di anni anche Signor  Salvatore Melis aprì la propria macelleria proprio come il padre.

“Su Frantoiu de Tziu Battista”
Oleificio Impero sito in Via Cagliari.
Signor Battista Meloni.
In questa foto degli anni 50 possiamo vedere il frantoio di proprietà del Signor Battista Meloni, insieme alla moglie Savina Serra e Silvana Contu.

“Su Sabatteri Tziu Mariu”
Via Cagliari n°82 (n° civico attuale).
Signor Mario Caboni
Qui siamo in epoca leggermente più recente, intorno agli anni 80, e infatti ho conosciuto anch’io questo calzolaio.
Signor Mario Caboni di Capoterra, ex operaio della Fiat, con un lavoro da artigiano fra le mani, decise di aprire a Sarroch la sua bottega.
La sua attività è andata avanti per parecchio tempo, mi ricordo ancora i vari banchi da lavoro e tutte le attrezzature per lavorare il cuoio e le pelli.
Un lavoro artigianale, quello del Calzolaio, che possiamo vedere ancora oggi attraverso Sandro Martis, allora apprendista di Signor Rocco Orsingher di origini austriache, residente a Frutti d’Oro,anche lui ex operaio della Fiat,ed amico di Signor Mario, che decise di aprire la sua attività in Via Roma, dove appunto Sandro iniziò la sua carriera.
 Oggi Sandro è l’ultimo artigiano sarrocchese di questo antico mestiere nella propria bottega di Via Cagliari. Ancora oggi Sandro ricorda il proprio maestro con grande affetto e stima.

“Sa Braberia  de Tziu Silviu & Claudiu Spano”
Via Cagliari, dove oggi è presente la Pasticceria Liquancerias di Sandra Tatti.
Signor Silvio Spano e Claudio Spano.
Barbieri e Parrucchieri di Sarroch, trasferiti poi in Via Italo Caboni.
In queste due foto degli anni 67 ed 83 vediamo Signor Silvio al lavoro, nel Salone Docce sito in Via al mare.
La Barberia di Signor Silvio funzionava molto bene, i clienti erano anche trasferisti e imbarcanti delle navi che attraccavano nel porto industriale.
Di questo salone, oltre ai ricordi dei miei compaesani, ci sono anche quelli del mio papà e mio fratello che erano clienti affezionati.
Mio fratello ricorda ancora che da bambino c’era pure il Cavallino dove i più piccoli si accomodavano per farsi tagliare i capelli.


“Su Maistu de Carru”
Via Cagliari n°87 (n° civico attuale).
Signor Antioco Bottero
Uno dei più antichi artigiani di Sarroch del 900, le memorie storiche lo ricordano come un grande maestro nel costruire i Carri e nel manutenzionarli o aggiustarli.
Era il tipico “maistu e linna”. Un lavoro importante e meticoloso per quei tempi, un lavoro portato avanti come bravo maestro artigiano.
In queste foto abbiamo un primo piano di Signor Bottero, e nell'altro scatto insieme alla sua adorata moglie.



“Su Stangu de Tzia Maria”
Via Cagliari n°82 (n° civico attuale).
Signora Maria Pinna, sposata con Tziu Antoninu, Signor Antonio Concas.
Hanno portato avanti l’attività per tanti anni. Tziu Antoninu lavorava nella Miniera di San Leone a Capoterra. Una vita di duro lavoro e di sacrifici.
Son felice di poter condividere una foto di entrambi in questa ricerca, in modo che anche se a distanza di anni, possiamo conoscere i veri protagonisti di un tempo da cui poi è partito tutto.


I loro figli hanno portato avanti le tradizioni di Famiglia, sempre nel commercio.
Signor Franco Concas, insieme alla moglie, per diversi anni hanno fatto gli ambulanti, fino ad aprire la Sede in Via Cagliari n°77 di Frutta e Verdura. In queste foto storiche vediamo Signor Franco agli inizi quando faceva l’ambulante, e poi nella seconda foto abbiamo ritratta la loro bottega che anch’io ho conosciuto da bambina.





L’altro figlio Giovanni, noto “Ninni”, insieme alla moglie Tina Medau, ha invece aperto l’edicola che ancora oggi vive a Sarroch.

“Sa Buttega de Tzia Angelina”
Via Cagliari n°93 (n° civico attuale).
Signora Angela Mallus
Bottega di generi alimentari, ma sopratutto Bazar.
A partire dagli anni 30 – 40.
Signora Angela era sposata con Tziu Michele, quest'ultimo lavorava al distributore da Signor Oliviero Cois.
Nella bottega di Tzia Angelina c'era proprio di tutto, zoccoli di legno, chincaglierie,giochi per i bambini.

“Sa Buttega de Tzia Vittoria”
Via Cagliari
Signora Vittoria Espis
La bottega di Signora Vittoria, trattava per lo più articoli da regalo, giochi, bottoni, filo, merceria in genere, trucchi, bijoux, etc.
La sua licenza passò poi alla figlia Graziella Sanna, che portò avanti l’attività per tanti anni.

“Sa Buttega de Tzia Doloretta”
Via Cagliari n°120 (n° civico attuale).
Signora Doloretta Mura
Bottega degli anni 30 che vendeva generi alimentari.

“Sa Buttega de Tzia Fausta”
Via Cagliari n°117 (n° civico attuale).
Signorina  Fausta Cois.
La Bottega trattava generi alimentari. Siamo intorno agli anni 60.

“Su Stangu e Sa Buttega”
Via Cagliari n°121 (n° civico attuale).
Tzia Peppina Fanti.
Signora Giuseppina Fanti, vedova Caffarello, nata il 19 Marzo 1884, morta il 20 Febbraio 1977.
Ancora oggi restano le tracce dell’antico Tabacchino, che un tempo aveva aperto Savina e Iolanda Caffarello con la propria madre Tzia Peppina.
Oggi, nella stessa posizione, vi è l’attuale Tabacchino. Allora affianco avevano la bottega di generi alimentari (vendevano anche stoffe al metraggio), oggi invece vi è il Bar di Boi.
Le due sorelle Caffarello erano considerate delle belle ragazze e non si furono mai sposate.
Tra l’altro Savina, come raccontatomi dal Sig. Giovanni Nappi, ha lavorato come impiegata per tanto tempo presso il Comune di Sarroch, dove poi si è pensionata.
Negli anni successivi hanno venduto la proprietà alla Famiglia Boi, per poi acquistare una casa a Porto Columbu.
Abbiamo una foto di Signorina Iolanda che vogliamo mostravi.
Mia madrina e mia madre le hanno conosciute in età già matura. Son sempre state gentili e disponibili.
Nella foto qui pubblicata Iolanda Caffarello nel 1933 in uno dei famosi scatti di Ugo Pellis.



“Pratz'è i Ballusu”
Via Cagliari n°123 (n° civico attuale).
Oggi vi è un cancello nero, un tempo vi era l’ingresso di chi la Domenica pomeriggio, dopo un’intensa settimana dedita al lavoro e alle varie attività domestiche, trascorreva i propri pomeriggi in compagnia. Ci si incontrava e si andava a ballare il tango, il liscio e gli altri generi.
Era un’attività che abitualmente si faceva anche in Piazza di Chiesa e nella Casa Fanti. Il Pavimento era di terriccio: le memorie storiche ricordano con sorriso e divertimento che durante i balli si alzava un grande polverone.

“S’Orologiaiu”
Via Cagliari n°129 (n° civico attuale).
L’orologeria Valenza.
Il proprietario veniva da Cagliari, ma poi andò via. L'attività commerciale non ebbe gran fortuna.
Con gli anni nello stesso punto furono aperte varie attività tra cui la Macelleria di Salvatore Melis e poi Sandro il Calzolaio di Sarroch.

“Sa Buttega de Tzia Savina”
Via Cagliari n°39 (n° civico attuale).
Signora Savina Casula
E’ una delle botteghe che più ricordo nella mia infanzia, trattava per lo più generi alimentari.
La bottega era piccola ma accogliente. Negli anni la licenza passò poi a Teresa Casula sua sorella.
Mi piace ricordare Teresa, sempre sensibile e gentile, ma anche Marco suo figlio che spesso si vedeva in bottega. Ora non ci sono più entrambi, ma restano comunque i loro ricordi. Inoltre come possiamo vedere dalla foto, si conserva molto bene la casa, ed il negozietto in questione.



“S’Emporiu de Angiuledda”
Via Cagliari, dove ancora oggi attualmente vi è il negozio di abbigliamento di Eliana Mallus.
Signora Angela Salonis.
Il negozietto di Angela  trattava intimo uomo, donna e bambino. Negozio che attualmente è gestito da Eliana, sua Figlia.
Anche qui, ho ricordi nitidi nella mia infanzia, non solo del negozio, ma anche di Angela, che ha sempre portato ottima merce, ed ha sempre accolto i suoi clienti con grande simpatia. Angela acquistò la licenza da Signora Narcisa che aveva il suo emporio in Via Martiri del Tripoli, come vi ho già accennato.

“Sa Buttega de Tzia Arega”
Via Cagliari n°147 (n° civico attuale).
Signora Greca Caschili
Ed è soprattutto da qui, che è partita la fonte di ispirazione per questa mia relazione. Tale bottega è sempre stata un luogo accogliente e all’interno si trovava di tutto, soprattutto generi alimentari.
Era vicino alla mia prima casa, ed era un luogo in cui si poteva fare la spesa accolti in modo familiare e affettuoso.
Non posso avere ricordi più belli, non solo per Tzia Arega ma poi anche per la cara Rita sua nipote, che dava sempre una grande mano d’aiuto alla zia. Resta il ricordo non solo a me, ma anche alla mia famiglia, e credo anche a tutti i sarrocchesi di allora.
Qui nella foto possiamo vedere Rita insieme a Tzia Arega nella meravigliosa bottega.
Nella seconda foto vediamo Rita, è gli scaffali della bottega in tutto il proprio splendore, con le caratteristiche bilance rosse ed i banconi.
Oggi rimane l’edificio della casa e la stanza spaziosa che fungeva da Bottega.


“Sa Farmacìa”
La Farmacia della Dottoressa Cecilia Concas
Qui bisogna soffermarci un pò, perché Signora Cecilia è parte storica del nostro paese.  Arrivò da Quartu Sant’Elena, si ambientò a Sarroch, ed aprì la prima Farmacia Storica che ancora oggi vive. Come riporta il sito internet dell’attività, appena arrivata a Sarroch la Dottoressa, impiantò la Farmacia nel 1953, che aveva sede in Via Cagliari, dove attualmente c’è il Bar Di Sa Ruxi. Dopo di Trasferì in Via Roma,nel 1955, in affitto da Simone Tiddia, dove oggi attualmente vi è la Parafarmacia.
Fino ad arrivare ai giorni nostri in Via Cagliari dove acquistò terreno e casa nel 1967. Attraverso le diverse ristrutturazioni, ampliamenti, la Farmacia si è evoluta. Oggi è gestita da Luciana ed Elisabetta Pisano, figlie di Signora Cecilia.
Oltre aver vissuto vicino alla Farmacia fin dalla mia nascita, ho avuto la fortuna di poter lavorare insieme a Luciana a Betti ed a tutto il team.
Non posso che conservare ricordi più belli.
Un altro pezzo di storia di Sarroch.




“Via San Giorgio”

“Su Caseificiu”
Via San Giorgio
Tziu Pinucciu
Signor Giuseppe Loddo
E' così che voglio ricordare i miei vicini di casa della mia infanzia, Signor Pinuccio e Signora Mercede. Una vita dedicata al lavoro. Indimenticabili le sere d'estate, dopo cena, a chiacchierare all'aperto di antichi racconti di Sarroch. 
La sera era un momento di stacco dal lavoro quotidiano, dopo intere giornate dedicate al lavoro al Caseificio.
Una realtà questa, che ha origini antiche, perchè Signor Loddo iniziò a lavorare da giovane: aprì una prima latteria a Carbonia, poi tornato in paese continuò a fare il Lattaio rifornendo il Carcere di Buoncammino e i vari negozi di Cagliari.
Negli anni 50, il latte che non vendeva lo lavorava, è così cominciò a fare i primi formaggi, nella casa di famiglia in Via Sassari, ad angolo con Via Trento.
Questa era la casa dei genitori di Signor Pinuccio, in cui viveva tutta la famiglia: fratelli, sorelle e nipoti. Inoltre era anche il primo laboratorio di formaggi ed il negozietto di Tzia Vittorina Loddo.
Fu nel 1963 che si trasferì in Via San Giorgio, luogo in cui hanno tirato su casa e caseificio.
Una realtà produttiva di Sarroch, che rimane impressa nei ricordi di tutti.
Le prime lavoratrici che hanno supportato Tziu Pinucciu prima di sposarsi con Signora Mercede, erano  Tzia Giuannicca (Giovanna Serra) e Tzia Efisia (Efisia Lenti).
Nella prima foto che vi mostro, in ordine di sequenza abbiamo Signor Pinuccio, Signora Mercede e Signora Maria Lorrai.
Nella seconda immagine si vede Signora Mercede in laboratorio con in braccio la loro figlia minore Rita.
Nell'ultima foto, vediamo la carta della confezione che avvolgeva la ricotta.





“Su Meccanicu”
Via San Giorgio
Tziu Idiu Salonis
Signor Idio Salonis
Tra le memorie di Sarroch tutti ricordano con affetto Tziu Idiu. Fin da bambina osservavo con sguardo attento, un uomo amabile, e molto laborioso, sempre intento ad aggiustare macchine e motori, le mani sporche di grasso e la tuta sempre macchiata dal duro lavoro.
Sto parlando della storia di un grande artigiano, maestro meccanico, il Signor Idio Salonis, marito di Signora Angela, padre di Egeo, e nonno di Idio e Ines.
Signor Idio, classe 1927, nel 1948 fece nascere a Sarroch la prima officina “Ditta Salonis Idio”.
Cito qui di seguito alcune date della storia dell’azienda: nel 1968 ci fu l’apertura della “Nuova Officina” – nel 1976 Egeo diventa il braccio destro di Signor Idio Salonis – nel 1999 Idio Salonis Junior entra a far parte del Team Salonis – nel 2002 nasce la Idio Salonis srl con “l’ambizione di costruire l’attuale capannone e di equipaggiarlo con tutto il necessario per stare a passo con i tempi” e nel Luglio 2012 Idio Salonis Junior sale sul gradino di amministratore della Idio Salonis srl.
Ci sono delle cose importanti che il caro Idio Salonis ha provato sulla sua pelle, come la povertà e i duri sacrifici, portando avanti un’officina meccanica che inizialmente aveva  un basso capitale e pochissima attrezzatura.
Il 19 Ottobre 2015 , Signor Idio, venne a mancare. Nei decenni non ha solo posato le solide basi sull’azienda, ma ha trasmesso il suo continuo esempio a figlio e nipote.
Egeo & Idio oggi portano avanti con orgoglio una grande azienda, una grande officina: un fiore all’occhiello delle aziende sarrocchesi.
Qui di seguito, una serie di foto che documentano la crescita e la storia di questa azienda, dall'epoca di nonno Idio, al figlio Egeo, al caro Idio Salonis Junior.









“Materiali Edili”
Via San Giorgio
Tziu Arturu
Signor Arturo Concas
Per tale persona, impressa nei ricordi di tanti sarrocchesi, si ha una stima radicata. E’ sempre stato un uomo che ha lavorato duramente, mettendosi poi in proprio a cavallo con lo sviluppo del Polo Industriale nei i primi anni 60.
Inizialmente il lavoro consisteva nell’attività di movimento a terra e nel trasporto di sabbia ghiaia e altri materiali da costruzione.
Col tempo acquisì la licenza per il commercio vendendo lui stesso il materiale ai clienti.
In questo modo è nata l’attività di Tziu Arturu.
Ancora oggi, mi sembra di vederlo al lavoro insieme al figlio Raffaele. Bei ricordi, i miei vicini di casa, esempi di onestà, educazione e gentilezza.
Un lavoro in cui hanno dato anima e corpo con tanto impegno e passione.
Qui di seguito una foto del 6 Settembre 1963, dove vediamo Signor Arturo giovanissimo all'opera.







“Barracca de Susu-Località San Marco- S’Antigori”

Non possiamo chiudere questa ricerca senza citare le ultime botteghe sopravvissute nel rione storico di San Giorgio e San Marco fino ai primi del 900. Attraverso Sig. Gianni Pilloni, Cecilia Cois e Mariangela Caboni, custodi dei ricordi dei propri genitori e nonni, possiamo cercare di compiere un così suggestivo salto nel tempo. 
Sig.Pilloni racconta che anche a Barracca de Susu era presente un’antica bottega che trattava diversi tipi di merce. La moneta di scambio era il baratto, perché per quel tipo di economia agro pastorale possedere moneta era un lusso, e la maggior parte delle volte si acquistava scambiando formaggio, latte, grano e altri prodotti della terra.
Un abitante di Barracca de Susu che voglio ricordare è la cara Tzia Efisina. Signora Efisia Pilloni, purtroppo diventò orfana di madre dalla nascita nel 1915, la sua persona è ricordata perchè era un "apicoltrice". Una professione particolarmente delicata per una donna. Possedevano numerose arnie a Barracca de Susu, che allora erano fatte di cilindri di sughero. Dai racconti orali che si tramandano su Tzia Efisina, si dice che le api erano come ammaliate da lei, perchè non avevano mai osato pungerla ed erano "sue amiche". Produceva un miele buonissimo e aromatizzato, pare fosse famoso nella zona (numerose erano le piante aromatiche intorno alle arnie) e veniva acquistato da tanta gente e probabilmente anche barattato. Tzia Efisina venuta a mancare nel 2006, era una donna allegra e molto socievole, anche lei una grande lavoratrice, una donna che ha fatto tanti sacrifici, ma nonostante questo sempre con il sorriso sulle labbra. Una spensieratezza che era la sua forza d'animo che l'ha accompagnata per tutta la vita. Una donna umile e semplice, forte e coraggiosa, di grande caparbietà, perseverante, dignitosa e altruista. Attraverso questa foto gentilmente concessa, voglio farla conoscere a tutti, non solo ai fortunati che hanno avuto il piacere di incontrarla dal vivo. Non solo, grazie a tutti familiari possiamo mostrare nella seconda foto il Coltello per la  "Disopercolatura" (l'apertura delle cellette in cui è contenuto il miele). Questo coltello inizialmente era del padre di Signora Efisina, Signor Giuseppe Pilloni, che poi si è ammalato diventando cieco, lasciando l'attività nelle buone mani della figlia.




Apiario con le antiche arnie in sughero a Barracca de Susu
Sempre nel periodo storico che va da fine 800 in su, questa volta nel piccolo villaggio di San Marco, ricordiamo Signora Pinna, nonna di Cecilia Cois, che gestiva un piccolo Bazar.
La nostra cara memoria storica di Sarroch, Mariangela Caboni, racconta inoltre del Villaggio di Antigori dove lei è cresciuta, con suo Papà, i nonni e tutti i suoi cari. In questa prima foto là vediamo proprio lì nei pressi del Villaggio, in posa per una foto scattata quando aveva appena due anni. Nel secondo scatto è con i fratelli all'ingresso della casa dei nonni paterni ad Antigori. Nella terza foto la piccola Mariangela in posa in una foto di famiglia, sempre ad Antigori.






Il nonno di Mariangela era il Fattore dell’azienda. Ad Antigori era presente una comunità di famiglie che lì vivevano e lavoravano. Quando dovevano spostarsi  a Sarroch o Cagliari per fare spese o ascoltare la Santa Messa, usavano i carretti con i cavalli o gli asinelli.
Qui siamo ad Antigori intorno gli anni 40.



La Località di Antigori, che oggi ricordiamo per l’imponente Nuraghe che fa onore al nostro territorio, era famosa sia per la Fabbrica "Società Sarda Materie Esplosive" sorta nel 1888, ad opera di Ercole Antico, che produceva Polvere da Sparo, sia per l’azienda Agricola Montecatini intorno agli anni 40. Nella società di materiale esplosivo più o meno l'organico era distribuito in 108 uomini e 22 donne che erano addette a lavorare la miccia. Una di queste donne era Signora Barbara Etzi. Nel 1889 ci fu una bruttissima esplosione, ma per fortuna non fece danni nè a persone nè a cose.I terreni dell’azienda attualmente sono occupati dagli impianti della raffineria. In questo scatto vediamo i lavoratori dell’Azienda Agricola in una foto di gruppo.



Impossibile infine non citare le due Aziende Agricole più prestigiose della storia di Sarroch, ovvero quella di Don Peppicu Siotto e quella dei Marchesi Manca di Villa D’Orri, per le quali tanto si è scritto in questo sito e per le quali tanti nostri compaesani hanno prestato la propria manodopera.

“Altri Mestieri Antichi di Sarroch”
Vorrei nominare un altro dei mestieri antichi che si facevano a Sarroch nei primi anni del 1900, sto parlando de “Is Fascinaiusu”.
Queste particolari figure erano protagonisti nella scena lavorativa di Sarroch, in maniera attivissima.
Uomini che andavano in campagna,in montagna,e preparavano le fascine di legna,che poi vendevano in paese oppure a Cagliari. Le memorie storiche ricordano Tziu Pinna,marito di Tzia Fannì.
La montagna era ricca di tante risorse: legna, carbone e cacciagione. Infatti molti uomini si dedicavano attraverso particolari autorizzazioni, e in determinati periodi dell'anno, alla caccia. L'uccellaggione ad esempio veniva trasportata e venduta a Cagliari. Nella foto vediamo lo zio di Mariangela Caboni durante una battuta di caccia, ad Antigori.

Oltre a tanti braccianti agricoli, a Sarroch abbiamo avuto anche tradizioni di famiglie di Pescatori. Un lavoro, quello dei Pescatori, pieno di pericoli, di sacrifici, che però consentiva di portare a casa il pane.
Tra le storiche famiglie di Pescatori per tradizione, possiamo ricordare la famiglia Mura di Tziu Pietrinu (Pietro Mura), la famiglia Lai di Tziu Mundiccu (Raimondo Lai) e anticamente anche un ramo della famiglia Tolu.
Altra figura è quella dei “Is Barcaiolusu”. Attraverso le imbarcazioni di legno, da Foxi si arrivava al Porto di Cagliari per vendere frutta, verdura o le suddette fascine di legna.





Per riparare "Su strexiu de Terra" veniva da fuori Sarroch l' "Acconciacossi" e riparava marigasa, pingiadasa e cassarolasa con le grappe in metallo.
Dall’800 al 900 vorrei ricordare anche le antiche Levatrici  di Sarroch “ Is Levadoras” : Signora Greca Vacca, Signora Vittoria Pinna, Signora Silvia Montaldo e in ultimo Signora Anna Piras.
Un altro lavoro che svolgevano le donne, era quello de "Sa Lavandàia". Generalmente le donne, per esigenza quotidiana, si recavano al fiume a lavare la biancheria. Andavano in gruppo, verso le rive dei fiumi, spesso accompagnate dai loro figli più piccoli. Chi viveva ad Antigori si dirigeva in direzione della Torre verso il mare, e si seguiva il letto del fiume, che poi defluiva al mare. Invece chi viveva a "Barracca de Susu" e "Barracca de Basciu" andava a "Sisca". Le donne andavano al fiume con "su Cadinu", una particolare cesta molto capiente in cui si mettevano lenzuola e biancheria, che veniva lavata al fiume. Molte di queste donne non lo facevano solo per uso domestico, ma venivano pagate per svolgere tale lavoro. Due di queste donne che vogliamo ricordare a Sarroch che svolgeva questo servizio era Luisa Carta e Maria Pinna. 
Un altro lavoro che svolgevano le donne per contribuire al bilancio familiare, era fare il pane in casa. Il pane veniva venduto non solo alle famiglie, ma anche alle botteghe. Addirittura Don Peppicu ordinava il pane ad una di queste donne, che puntualmente glielo consegnava nella sua proprietà. 
Qualcuna molto emancipata guidava il carretto, trainato da un asinello, e faceva i rifornimenti d'acqua "po manixiu". La semina nei campi era effettuata su terreno non lavorato oppure che aveva subito una leggera aratura ("Su Manixiu"). L'acqua raccolta serviva per innaffiare.
Non vorrei dimenticare i Sarti di Sarroch, che lavoravano in casa, è con mani sapienti prestavano il loro lavoro quotidiano. Tzia Eugenia Serra lavorava in casa intorno agli anni 30 in Via Roma, Tziu Antoniu Pala In Via Sassari e infine in tempi più recenti Signor Dario Cois in Via al Mare.
In questa foto vediamo Signor Dario Cois con sua moglie, in posa alla "Tavernetta" un'altra bellissima realtà del nostro territorio, in cui dal promontorio si godeva di una meravigliosa vista su Sarroch.



Riportare alla mente questi antichi ricordi, evoca un passato che merita di essere ricordato, un passato ricco di valori, che fanno riflettere sul come siamo oggi, e sul come eravamo.
Tornerei indietro nel tempo, solo per sentire i profumi del companatico, il panino per la scuola, il resto delle caramelle, le figurine, la spesa della mamma e l’affetto e la considerazione che davano i commercianti quando ti vedevano. Tornerei indietro per sentire quei rapporti umani, privi di superficialità di distacco e freddezza.
Si viveva di familiarità. Vivevamo di semplicità.
Erano rapporti umani, veri, sentiti, che ancora oggi riaffiorano tra i nostri ricordi.
Avevamo ogni giorno l’esempio vivo di chi lavorava e faticava nella quotidianità.
Sarebbe ottimo se ciò servisse a tutti noi per ricordarci il percorso della nostra identità collettiva e valorizzare quelle attività così genuine, custodi di un patrimonio immateriale che avremmo dovuto tutelare durante i vari passaggi della storia.

*****

Ringraziamenti.

Ed ora in conclusione vorrei soffermarmi per esprimere alcuni ringraziamenti. Un Grazie con tutto il cuore alla mia cara amica Cinzia Mallus, che mi ha incoraggiata, aiutata e supportata ogni qual volta abbia avuto bisogno. Un Grazie immenso per la disponibilità non solo a lei e a Gerardo, ma anche ai suoi genitori Teresa e Rino. A tal proposito voglio ringraziare in modo particolare proprio Rino Mallus, amico di mio papà, e persona preziosa e speciale, perché soprattutto attraverso le sue memorie, son potuta arrivare ad un risultato tangibile. Il tour virtuale che vi ho scritto, io l’ho vissuto una mattina intera in compagnia di Rino e Cinzia in giro per Sarroch, il mio adorato paese. 

Grazie al mio compagno di vita Luca Tolu, per il suo incoraggiamento e forza che mi ha trasmesso anche nei momenti in cui mi sembrava di non vedere una fine in questa ricerca. Mi ha dato carta bianca per trattare un argomento che era tutto una scommessa, non solo per la raccolta delle memorie, fatti e aneddoti, ma anche per il reperimento dei documenti fotografici. Non è stata una ricerca facile, ma ci ho messo il cuore e l’anima e lui con me, ha condiviso tante emozioni. Questa mia relazione è un lavoro che dedico anche a lui. 

Grazie alla mia famiglia per avermi fatta crescere qui a Sarroch dove sono affezionata non solo al territorio, ma a tutti, e grazie per avermi aiutata e supportata per alcune informazioni, in particolar modo un grazie di cuore, al mio adorato fratello Oscar per avermi fornito parecchio materiale fotografico su Sarroch.

Grazie ai miei suoceri Teodora Vinci e Paolo Tolu. Quest'ultimo in particolare per avermi dato alcune informazioni importanti su Sarroch frutto dei ricordi di quando era bambino, oltre che per avermi dedicato del tempo nel racconto di alcuni aneddoti.

Un grazie alla cara Zia Amelia Tolu, sorella di mio suocero, per la ricerca del materiale fotografico ed avermi concesso la pubblicazione.

Grazie di cuore alla cara Zia Barbara Tolu, per avermi dato alcune informazioni.

Grazie al caro Giovanni Nappi, per avermi raccontato alcuni episodi del passato che lui ha vissuto e toccato con mano.

Grazie a Giancarlo Vacca, per aver avuto la pazienza di raccontarmi di Zia Esterina.
Grazie anche a Francesco Vacca, per avermi dato notevoli informazioni storiche su Sarroch.
Grazie di cuore a Signora Mercede, a sua figlia Rita Loddo per aver condiviso con me ricordi e materiale fotografico di Signor Pinuccio.
Grazie anche a Roberto Pazzini per le informazioni sull'attività di famiglia.

Grazie di cuore a Mariangela Caboni, il mio tesoro prezioso, fonte di saggezza e di grandi insegnamenti. Grazie Mariangela ogni volta per il tempo che mi dedichi, quando mi racconti del passato, della tua infanzia, di Antigori, del periodo della Guerra, di Sarroch, e per la trasmissione di valori e sentimenti per me preziosi. Resterei tanto tempo con te ad ascoltarti. Grazie di cuore anche alle tue figlie Laura, Paola, Maura che spesso ci aiutano a metterci in contatto.
Un ringraziamento particolare ad una ragazza speciale e sensibile come Milena Spano, legata tantissimo ai valori ed alla famiglia. Grazie non solo Milena ma anche i suoi familiari per avermi concesso materiale fotografico ed avermi autorizzata alla pubblicazione.

Grazie a Pina Russo e Sandro Martis, che mi hanno dedicato del tempo nei momenti lavorativi.

Grazie a Emanuela e sua madre Angela Serra per avermi raccontato parte della vita di Signor Giovanni e famiglia, e aver condiviso con me, ricordi del passato.
Un grazie speciale per il supporto su ricordi e testimonianze storiche che riguardano Sarroch alla cara amica Clara Serra.
Un ringraziamento speciale a Luisa Sechi per avermi dato informazioni sulla bottega di famiglia  e su altri bottegai del paese. Sopratutto grazie per il materiale fotografico che ha condiviso.

Grazie alla famiglia di Egeo Salonis e Lilli, ma in particolar modo un grazie speciale al carissimo amico Idio, per essere stato subito disponibile e veloce nel condividere materiale fotografico e ricordi del suo mitico nonno. Grazie Idio per avermi trasmesso soprattutto emozioni e sentimenti che ti legano al tuo caro nonno ed al tuo lavoro, qualcosa che per me ha un valore prezioso.

Grazie di cuore a Erio Pinna e alla sua cara moglie Ornella Palermo. In particolare, Erio è stato gentilissimo non solo nel parlarmi di suo papà, ma per aver condiviso discussioni di cultura generale che riguardavano Sarroch è non solo.
Un grazie di cuore a Marco Cois e famiglia per le delucidazioni, le correzioni e per avermi accolta in casa raccontandomi i ricordi di famiglia e offrendo materiale fotografico inedito utili alle ricerche storiche su Sarroch.

Grazie a Raffaele Concas per aver dedicato del tempo durante il suo lavoro, per avermi dato varie informazioni e condiviso materiale fotografico su Signor Arturo.

Grazie di cuore alla cara amica Rita Caschili per la disponibilità e gentilezza nella ricerca del materiale fotografico. Un legame d’amicizia, affetto e grande stima che dura nei tempi, non solo con me che ero bambina, ma anche con i miei familiari.

Un ringraziamento di cuore a Tiziana Pinna ed ai suoi genitori Signora Vitalia e in particolar modo a Signor Efisio Pinna per il prezioso contributo.

Grazie al caro amico Aldo Cois, per le sue parole e i suoi racconti ricchi di storia e grande cultura.

Grazie a Paolo Frau per alcune informazioni.

Un ringraziamento sentito a Celestina Mallus e Mauro Dessì per avermi concesso il materiale fotografico.

Grazie di cuore alla mia amica Francesca Melis, a sua madre Almarosa e a suo padre Salvatore Melis per avermi concesso alcune informazioni.

A tal proposito voglio ringraziare di cuore Francesca Frau, Francesco Frau e Zia Maria Frau, per il supporto il tempo e l’aiuto che mi hanno fornito.

Grazie a Signor Gavino Spano e sua moglie per avermi aperto le porte di casa, avermi accolta facendomi rivivere le giornate di quei tempi con Tziu Pietro .

Grazie a Signor Gianni Pilloni, per avermi dedicato del tempo raccontandomi del Villaggio di San Giorgio a Barracca de Susu, facendomi fare un salto temporale per me di grande importanza.

Grazie alla mia carissima amica Cecilia Cois - persona straordinaria e appassionata di storia locale - per avermi dato informazioni e concesso materiale fotografico sul padre.

Grazie al caro amico Tonio Concas e alla sua famiglia per aver avuto la pazienza di sopportarmi procurandomi del prezioso materiale fotografico.

Grazie agli amici Eliana Mallus, Roberto Vassallo,Amelia Pinna,Giovanni Melis, Vittorio Cois,Matteo Argiolas, Stefania Spano, Stefano Melis e Teresa Pilloni per il supporto su alcune informazioni e per la gentile collaborazione.
Un ringraziamento di cuore ai cari amici Serena Tolu e Paolo Nonnis per le importanti informazioni.
I miei ringraziamenti ad Angioletto Spano e sua moglie Vanna, per aver condiviso con me tanti ricordi, materiale fotografico,le poesie e gli scritti di Tziu Demetriu.
Un ringraziamento ad Ottavio Demontis,sua moglie Margy, loro figlie Gillianna e Alba Demontis per avermi accolto a casa loro ed avermi raccontato del passato di Sarroch.

Grazie a Tore Sulis ma soprattutto alla sua adorabile moglie Susanna Mura, per le importanti informazioni riguardante l’attività del suo papà.

Grazie a Vincenzo Vacca per la disponibilità nei miei confronti. Vincenzo, oltre a quelle qui pubblicate, ci ha fornito una serie di foto bellissime del Vecchio Cinema che poi condivideremo su Visit Sarroch.

Grazie di cuore al carissimo Fabrizio Spano, per il materiale fotografico riguardante il padre.

Un ringraziamento alla cara amica Angela Castagna, per i racconti interessanti sull’attività di famiglia è per il materiale fotografico fornitomi. 
Grazie di cuore ad Agnese Cois per il supporto ed il materiale fotografico fornitomi.

Naturalmente, questo studio, oltre che frutto di una serie d’interviste, è anche il risultato di ricerche di materiale fotografico e informazioni.

Per questo ringrazio la Biblioteca degli studi di Cagliari, il MEM, l’Archivio della Curia Arcivescovile di Cagliari e la pagina facebook “Foto di Sarroch” dalla quale ho recuperato alcune foto pubbliche.

Un pensiero va rivolto anche al libro di Valentina Dessì “In Sarroch”, che mi ha consentito di procurarmi la preziosa foto di Tzia Annina Tiddia.

Che dire di più, oltre al fatto che nascere, crescere e vivere a Sarroch per me è stata proprio una grande fortuna, un dono che auguro a chiunque voglia sentirsi veramente parte di una grande famiglia.

Vorrei che questo lavoro fosse considerato come una traccia della nostra identità, in grado di rimanere nel tempo a disposizione di tutti. 

Questa ricerca è dedicata a tutti i miei compaesani, a tutti coloro che mi hanno supportata, a coloro che amano Sarroch, e a tutti coloro che vogliono imparare a conoscere il nostro paese più profondamente.

Grazie a tutti.


*****

N.B. In una ricerca così vasta e di questo genere, è naturale che non sia stata citata qualche attività, per pura dimenticanza o per mancanza di testimonianze orali più complete. Chiunque volesse aiutarci per arricchirla può tranquillamente contattarci personalmente, tramite i vari contatti e canali social oppure via e-mail a visitsarroch@gmail.com .

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