L'altro volto di Sarroch nel nuovo libro di Adriano Bomboi

Nell'ultimo lavoro dell'autore siniscolese, ampio spazio al ritratto delle risorse turistiche di Sarroch, con l'intervento di Luca Tolu, fondatore di VISIT SARROCH.

Ci sono due modi per affrontare i temi legati alle problematiche economiche che attanagliano la Sardegna ormai da tempo. Da una parte abbiamo la modalità vittimistico - rivendicazionista, sempre pronta a puntare il dito senza adeguate controproposte.
Abbiamo poi una seconda modalità d'analisi, che passa in rassegna tutti gli elementi critici tentando di compiere una riflessione seria, senza paraocchi ideologici, per comprendere quali siano i problemi reali e quali eventuali soluzioni possano essere adottate.
Da una parte abbiamo quindi chi continua a chiedere più soldi allo stato centrale, continuando a chiedere un suo intervento più forte per risolvere i problemi, salvo poi incolparlo successivamente dei cattivi risultati. Dall'altra parte abbiamo invece chi teorizza un minore interventismo romano e propone di lasciare più soldi nelle tasche dei sardi, magari anche con qualche potere in più in modo da responsabilizzarne la classe politica costringendola a trovare da sola le soluzioni.
Il libro di Adriano Bomboi si pone senza alcun dubbio all'interno di questo secondo filone interpretativo. Adriano Bomboi sostituisce la seria analisi economica dei numeri all'ideologia e ai vecchi schematismi, che possono essere utili nelle piazze per trovare qualche applauso in più, ma che non servono per affrontare seriamente i problemi.
Il libro affronta in questo modo tutte le questioni più importanti legate all'economia e al mancato sviluppo economico della Sardegna, compresa la questione dell'industrializzazione e dei piani di rinascita, trattando ampiamente anche la vicenda legata all'installazione dell'impianto petrolchimico di Sarroch.
Tali piani di rinascita vengono accusati di essere prova dei cattivi risultati di una pianificazione industriale calata dall'alto, quasi come una sorta di versione italiana dei piani quinquennali di sovietica memoria. Il testo ne evidenzia il loro fallimento drammatico, palesatosi nel deserto economico e nelle cattedrali industriali abbandonate in quei siti, come Ottana e Portovesme, che ne hanno subito nascita, sviluppo e caduta.
Ma allo stesso tempo l'autore riconosce che proprio l'industria di Sarroch rimane, ad oggi, l'unico sito che continua a funzionare e a produrre utili che hanno una parte fondamentale e preponderante nella creazione di prodotto interno lordo nell'isola.
Pertanto, la critica di Adriano Bomboi e sì contro l'industrializzazione calata dall'alto decontestualizzata dal territorio e artefice della monocoltura industriale, ma allo stesso tempo ritiene che non si possa contrapporre ad una monocoltura economica una ulteriore è nuova, seppure più verde ed ecologicamente compatibile, altra monocoltura economica.
Insomma, la parola chiave è sempre la stessa: diversificazione delle opportunità, diversificazione degli investimenti e diversificazione dei settori economici su cui puntare. Non si può abbandonare un settore economico e puntare tutto solo su un altro: non si possono fare oggi gli stessi errori compiuti nel passato!
Ed è proprio in quest'ottica che, nella sezione dell'opera dedicata al Turismo, viene evidenziato che perfino nelle aree a vocazione industriale come Sarroch, esistono delle straordinarie risorse turistiche da valorizzare. Ciò viene esposto dando la parola a Luca Tolu, fondatore di VISIT SARROCH.
Nel testo si spiega che è vero che Sarroch ospita un sito industriale, ma per il 96% del proprio territorio è tanto altro ancora: la Foresta di Monti Nieddu con le Gole de Is Cioffus, il mare cristallino e il Porto Turistico a Perd'e Sali e Porto Columbu, la Torre del Diavolo che è una delle Torri Costiere tra le più suggestive dell'isola, ville di grande pregio storico come la Villa Regia di Orri e la Villa Siotto, e infine una concentrazione impressionante di siti nuragici. Si sottolinea inoltre che Sarroch è anche al centro della Festa di Sant'Efisio, ricordando che il 1° maggio di ogni anno, da più di tre secoli e mezzo, insieme a Cagliari, Capoterra, Villa San Pietro e Pula, il paese celebra il martire cristiano Efisio con una processione ricca di colori, tradizioni centenarie e devozione, che ospita nel proprio cammino la sfilata di gruppi folk provenienti da tutta la Sardegna oltre che masse di fedeli e turisti da tutto il mondo.
Il libro di Adriano Bomboi si pone in questo modo come un'importante stimolo culturale per arricchire il dibattito sulla situazione economica dell'isola, oltre che, a livello locale, come uno stimolo incoraggiante ad investire nell'altro "volto" di Sarroch.


PROBLEMI ECONOMICO FINANZIARI DELLA SARDEGNA. L'ISOLA PUO' FARCELA DA SOLA?

Dalla “guerra del latte” al problema dei trasporti, dalla situazione della sanità al piano paesaggistico regionale, passando per la vertenza entrate sino al controllo politico della Fondazione Banco di Sardegna (e la BPER). E inoltre, mancate zone franche, accise, basi militari, Abbanoa, dispersione scolastica, pensioni e spopolamento. Tra PIL, fisco e burocrazia, cosa e quanto importiamo ed esportiamo? Ma soprattutto… Quanto costerebbe l’indipendenza della Sardegna?
Per la prima volta, dati alla mano, il libro “Problemi economico-finanziari della Sardegna” (Adriano Bomboi), osserva questi e tanti altri argomenti relativi all’economia contemporanea dell’isola, senza cercare alibi nelle classi dirigenti del passato, per evidenziare le responsabilità della politica locale e dello Stato italiano nel drammatico ritardo di competitività del territorio.
Una guida essenziale contro la cultura dell’assistenzialismo, con i pareri di economisti e addetti ai lavori, alla luce del critico assetto finanziario della Repubblica. 

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