La mappa del territorio di Sarroch del 1842

Direttamente dall'Archivio di Stato di Cagliari pubblichiamo una vecchia cartina del territorio sarrocchese dalla quale emergono interessanti aspetti su toponimi antichi, toponimi modificatisi col tempo e sopratutto sull'esatta posizione di alcuni siti storici non più esistenti come le due chiese di San Filippo e Santa Barbara.

CLICCA QUI PER INGRANDIRE LA MAPPA
La cartina, risalente al 1842, ci mostra la mappatura del territorio di Sarroch in un periodo storico in cui non ancora era nata l'Italia e la Sardegna faceva parte del regime sabaudo. Sono molte, infatti, le differenze con oggi. Vediamone alcune insieme. 
La mappa mostra la posizione esatta di tutte le torri aragonesi di Sarroch. Nella zona di Antigori notiamo la "Torre de Mesu" (crollata negli anni cinquanta e conosciuta in seguito anche come Torre di Antigori), a Sa Punta la "Torre Savorra" (in seguito definita "Torre della Zavorra", abbattuta per ragioni militari nel 1916 e collocata in una posizione che sembrerebbe leggermente più a sud rispetto alle ipotesi fin'ora pervenute) e infine "Sa Torritta" (per i sarrocchesi "Sa Turri e su Scolliu", conosciuta in seguito come Torre del Diavolo). Nell'area costiera è interessante notare anche l'assenza di Orri dalla mappa (nonostante la Villa regia), la presenza di una "cascina Villaermosa" nella zona di Foxi e l'assetto delle vie di accesso al mare con "Via Portu Antigori", "Via Foxi de Sarrok" e infine "Via Portu Perda Sali".
Da sottolineare anche che tutta la baia dall'attuale Porto di Perd'e Sali fino a "Su stangoni" al confine con Pula è definita "Perda Sali", con una "Via Perda Sali" accanto ad un sito chiamato "Is lachitus".
L'unico Nuraghe presente nella mappa è il Nuraghe Mereu nell'area di Perd'e Sali al confine con Pula-San Pietro, mentre di grande interesse è soffermarsi sull'esatta posizione di tutte le chiese del territorio, sopratutto Santa Barbara e San Filippo. Colui che ha disegnato la cartina è stato attento nell'inserire una croce rossa accanto ai siti nei quali era presente una Chiesa: ciò accade a Sarroch (Chiesa di Santa Vittoria), a San Giorgio con l'omonima Chiesa, e pertanto anche a San Filippo e Santa Barbara. Nel 1842 queste due chiese lasciavano ancora traccia nel territorio, mentre viceversa non appaiono accenni per le altre chiese che nei secoli passati caratterizzavano l'area di Sarroch (su tutte la Chiesa di San Nicola a valle del Nuraghe Mereu e la Chiesa di Sant'Anna in agro di Sa Punta).
Interessanti sono anche gli spunti sui toponimi. Emerge in modo immediato come il passare dei secoli abbia semplificato alcune denominazioni. Un esempio è il famoso colle roccioso "Su Sperrimu" che all'epoca era chiamato nella sua accezione completa "Su Sperrimu de s'Omini".
Inoltre sono anche vari i toponimi presenti nella mappa e oggi estinti. Tra questi "Punta Zippiri", "Arcu de is fogais", "Rio Perd'a Santa", ecc.
In conclusione, questa mappa rappresenta un prezioso tesoro di spunti che meritano dibattito e approfondimento. 

Post popolari in questo blog

La storia della famiglia Siotto a Sarroch

La Villa d'Orri: storia e caratteristiche dell'unica villa reale in Sardegna

S'Antiga Buttega de Sarroccu

La leggenda di Genniauri

Is Animeddas & Su Mortu Mortu: la festa dei morti in Sardegna e ciò che resta della tradizione a Sarroch