La storia della Torre della Zavorra

Un secolo fa Sarroch subì una profonda ferita al proprio patrimonio storico, quando la cinquecentesca Torre della Zavorra, fu distrutta per "improrogabili esigenze belliche" cancellando in un solo colpo secoli di storia.

Mappa del 1842

La Torre della Zavorra, allo stesso modo della contemporanea Torre di Antigori e della successiva Torre del Diavolo, fu voluta dalla Corona di Spagna come parte del complesso di strutture fortificate che dall'alto medioevo sino alla metà del diciannovesimo secolo costituirono il sistema difensivo, di avvistamento e di comunicazione della fascia costiera del territorio sarrocchese.
Come riporta Massimo Rassu nei propri studi sull'argomento, la storia della torre iniziò nel 1578 quando si sentì l'esigenza di installare un luogo di osservazione fortificato nell'area. I disegni ancora presenti in archivio mostrano una costruzione di forma troncoconica, con una base di circa 6 metri ed altezza di 8 metri, un ingresso sopraelevato a quota 4 metri, una volta a botte in cui era presente la classica botola di accesso al terrazzo e una garitta a difesa della soglia.
Nel 1598 erano di stanza nella torre Giuliano Nicolau, Jacopo Dessì e Giovanni Angelo Prunello. Nel 1690 la torre da speculatoria, divenne torre "de Armas", ed ebbe a capo l'alcaide Simone Lixi che comandava anche sulle torri di Su Loi e dell'Antigori.
Nel 1692 fu aggiunto un terrapieno per sistemare ulteriori tre pezzi d'artiglieria, mentre, nel 1694 Simone Lixi fu sostituito dal capitano Giovanni Flandes, e in seguito da Giaime Maltes.
Durante il periodo sabaudo, la Torre della Zavorra fu sviluppata ulteriormente. Nel 1785 vi fu un ampliamento strutturale funzionale ad accogliere due cannoncini aggiuntivi ed una spingarda, mentre nel rivellino avrebbero trovato posto due cannoni di grande calibro.
Nel 1832 la Torre risulta ancora presidiata, ma passarono solo due anni e già nel 1835 fu disarmata. Tuttavia, l'ultimo alcaide Efisio Dessì vi rimase sino al 1843 ed in seguito, nonostante lo scioglimento dell'Amministrazione delle Torri, la Torre della Zavorra continuò comunque ad essere presidiata per tutto il secolo, sino al suo abbattimento agli inizi della prima guerra mondiale.
Nel 1916, per prevenire un attacco dai sommergibili austriaci che minacciavano le coste del golfo, la Torre fu fatta saltare dal Genio Militare col benestare dell'allora Sovrintendenza ai Monumenti.
Oggi, percorrendo la strada litoranea che da Portu Muvoni arriva a Punta Zavorra, poco prima di "Batteria" (ruderi di una batteria antiaerea), in un'area chiamata "Sdobaria", è possibile notare gli ultimi resti bagnati dal mare. Emergenze archeologiche che, secondo alcuni appassionati, dimostrerebbero come la vecchia Torre fu costruita sopra i resti di una ancor più antica domus romana.

Fonti
- Massimo Rassu, "Briciole di una Torre", link
- Massimo Rassu, "Guida alle torri e forti costieri della Sardegna", Artigianarte, 2000.

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