Racconti da "Is Brazzas"

Molte delle nostre passeggiate sono a volte ispirate da amici e compaesani che ci indicano luoghi, curiosità e meraviglie da esplorare. Uno di questi luoghi speciali è "Is Brazzas": un posto con tante storie da raccontare.



Nel territorio di  Sarroch ci sono un'infinità di bellezze, ed ognuna di queste ha una storia che affonda su radici antiche. Non fa eccezione l'area de "Is Brazzas", una dolce collina, con relativa vallata, che congiunge la parte alta e periferica del Parco della Villa Siotto con la zona del Parco Pubblico. Un'area in passato perfettamente integrata al Rione di Tonara.
Tutta la zona dopo la Chiesa, lungo Via Lamarmora, come sappiamo è denominata da sempre "Tonara", per via della presenza di Pastori che scendevano in transumanza dai villaggi della Barbagia. Alcuni di questi provenivano infatti proprio da Tonara, mentre altri da Belvì, Fonni e altri comuni del centro Sardegna.
Le nostre memorie storiche raccontano di antiche "Tramudas", ossia transumanze dei Pastori e dei Caprari che dal nuorese scendevano a Sarroch a svernare. In aggiunta, nelle stesse zone si alternavano anche transumanze brevi dei nostri "Boinaxius" e "Braccaxus" che d'estate portavano in pianura il bestiame alternandosi ai pastori transumanti che nella stagione calda rientravano in Barbagia.
Alcuni concittadini che hanno vissuto personalmente la parte finale di quei tempi ricordano bene ancora oggi la presenza di tonaresi e fonnesi a Sarroch. Erano persone buone, laboriose e con un grande cuore. C'è chi lì ricorda a cavallo trasportando il latte dei propri ovili e caprili nei casifici sarrocchesi, e c'è chi li ricorda scendere a "Barracas de Susu" ad acquistare il miele ( dalle nostre apiarie), ingrediente fondamentale per la realizzazione del famoso Torrone.
In quegli anni c' era anche molta fame, ed è rimasto vivo il ricordo di questi generosi pastori che offrivano un bicchiere di latte fresco di pecora ai bambini, alle persone povere e a chiunque si trovasse in prossimità dei loro ovili e caprili. 


A proposito di periodi difficili, durante l'ultimo conflitto mondiale, nel mezzo dei bombardamenti, gli abitanti del rione di Tonara cercavano rifugio proprio sotto gli alberi e le rocce de "Sa Costera" e nei terreni di Don Peppiccu che comprendevano anche l'area de "Is Brazzas". Nel periodo della guerra, è rimasto tra i sarrocchesi il ricordo di alcune centinaia di soldati che si stabilirono proprio in quest'area, tra "Sa Tanca de Is Muras" e "Molineddu". I loro accampamenti furono posizionati proprio tra i frutteti e gli ulivi ben curati in una "tanca" che, del resto non era nuova ad essere "vissuta" dato che tutto attorno era ed è ancora oggi molto forte la presenza di siti nuragici. Era, inoltre una collina agricola, "terrazzata" per la coltura sia su disposizione di Don Peppiccu, sia successivamente da chi ebbe quei terreni dall'ETFAS.
A proposito di questo aneddoto sulla presenza militare, è interessante ricordare che tra i soldati accampati c'era anche un militare malato, il quale inappetente non riusciva a mandare giù la propria indigesta razione di cibo che regalava ai bambini. Erano anni molto difficili e in paese si soffriva la fame. Le nostre memorie storiche raccontano che questo militare tagliava qualche pera camusina dagli alberi dei terreni circostanti e chiedeva gentilmente ad alcune massaie sarrocchesi di bollirle perché, data la propria precaria condizione di salute, non riusciva a nutrirsi di altro.
L'area de "Is Brazzas", teatro di questi racconti, come detto sopra era parte delle proprietà di Don Peppiccu Siotto, che ne aveva molta cura e aveva fatto costruire il particolare abbeveratoio che ancora oggi si conserva come un autentico e prezioso monumento dedicato all'antica tradizione agropastorale. Dalle interviste è emerso che chiunque poteva usufruire di quest'acqua, considerata potabile. La saggezza popolare narra che se l'acqua aveva una temperatura calda d'inverno e fresca d'estate poteva essere bevuta, diversamente occorreva fare più attenzione. All'epoca "Is Brazzas" erano alimentate da una sorgente perenne che garantiva acqua tutto l'anno. 
Infine, sempre relativamente a "Is Brazzas", è interessante riportare che la parte alta di "Sa Tanca de Is Muras" e chiusa da una cinta rocciosa e difficilmente penetrabile chiamata "Su Niu de S'Achili" (Il Nido dell'Acquila), dove da tempo immemore nidifica una specie maestosa di rapaci (forse i bianconi) che ancora oggi abbiamo la fortuna di ammirare in volo scrutando con attenzione il cielo di questi territori.

Ringraziamenti 
Sono stata ispirata da questo luogo, che profuma di vita.
Ringrazio Simone Sechi per avercelo fatto conoscere.
Un particolare ringraziamento alla mia cara amica Tiziana Pinna e a sua madre Vitalia, per aver condiviso informazioni fondamentali. Soprattutto un ricordo speciale alla nonna di Tiziana, per i suoi racconti e ricordi di vita tramandati tramite figli e nipoti.
Un grazie a mio suocero Paolo Tolu per aver condiviso ricordi d'infanzia del caseificio di famiglia. Un grazie alla mia amica Milena Spano e a sua madre per i ricordi di Barraccas de Susu. 

Video dall'abbeveratoio di "Is Brazzas"


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