Is Cruxis de Sarroccu

Tra Orri ed Antigori si trova un bene identitario che da secoli accoglie chi giunge nel nostro territorio: "Sa Cruxi 'e Marmuri", che insieme alla più popolare "Sa Ruxi" sita nell'omonima piazza del paese, rappresenta ciò che resta di un'antica usanza.



Percorrendo la Strada Statale 195, al lato destro della carreggiata, all'altezza del sito nuragico di Antigori, è possibile notare, nascosto dalla macchia mediterranea, un monumento di epoca incerta. Si tratta de "Sa Cruxi 'e Marmuri" - in italiano "la Croce di marmo" - un altare formato da grossi e antichi massi di colore chiaro, sopra i quali è posizionato un'ulteriore masso circolare con un foro che ospita una croce di legno.
Da un'analisi visiva dei massi, appare piuttosto evidente che trattasi di materiale proveniente dia un sito archeologico circostante, probabilmente di origine romana. Infatti, il masso circolare che ospita la croce, ha tutte le caratteristiche di una porzione di colonna. Del resto, ci sarebbe solo l'imbarazzo della scelta per decidere quale sito romano limitrofo abbia potuto "donare" i propri conci per l'opera: abbiamo il tempio romano sul sito nuragico di Antigori, la Villa Romana con mosaico censita dal Vivanet sulla costa e andata distrutta e, infine, la probabile presenza di emergenze archeologiche spazzate vie dall'attuale sito industriale e raccontate da numerose testimonianze orali.
La costa tra Orri e Punta Zavorra, lungo l'antica strada romana, non era certamente spopolata all'epoca. Possiamo legittimamente immaginare la presenza delle cosiddette "Domus" (che oggi potremmo definire come piccole aziende agricole) nelle colline e pianure affacciate sul mare lungo tutto il litorale.
Sa Ruxi, anni trenta. Ph @Foto di Sarroch
(Nella foto: Quintino Tiddia, Mafalda Tiddia, [...], Elena Dessì.)

L'originale croce di Piazza Sa Ruxi è stata invece smantellata. E' interessante, grazie alle foto d'epoca, osservare la vecchia struttura de Sa Ruxi, fatta da tre cubi di granito grigio posizionati in modo piramidale. Sopra questi era collocato una sorta di obelisco, in cima del quale era posizionata la croce in ferro battuto, a incastri, senza saldature, costruita dal Padre di Tziu Demetrio Spano, Tziu Antioco. Tale croce ora è collocata in cima alla facciata della Chiesa nuova di Santa Vittoria, mentre i blocchi di granito furono posizionati per creare delle aiuole nella Scuola Luigi Siotto.
Come possiamo osservare dalla foto, tutt'attorno non c'era nulla: anche in questo caso la croce aveva la funzione di identificare un crocevia di passaggio.
Sa Ruxi, 2020. Ph @Luca Tolu

Tutto il territorio dell'isola in passato era caratterizzato dalla presenza di queste croci, alcune delle quali sopravvissute fino ai giorni nostri. Dobbiamo immaginare antichi incroci frequentati da viandanti, carri, uomini a cavallo o a piedi. A Sarroch si ricordano anche una croce nell'incrocio tra Via Verdi e Via San Giorgio (Sa Cruxi e Milia) e un'altra a "Barraccas de Susu" in prossimità della Chiesa. Al confine con Capoterra, sempre lungo l'attuale 195, era invece presente una croce presso l'antica strada che portava a Villa D'Orri, che in pratica sarebbe il cammino storico di Sant'Efisio.
Per quanto concerne l'origine di questi monumenti, sulla falsariga di quanto è stato ricostruito a Quartu, un'ipotesi verosimile è che tali manufatti siano stati apposti per la prima volta da Missionari e Frati a ricordo delle proprie predicazioni o della propria presenza sul territorioPertanto, alcune di esse probabilmente furono erette come autentiche Croci Stazionarie che segnavano il limite dell'abitato e dei diversi villaggi del territorio. Tali croci avevano un significato sia religioso che giuridico-amministrativo, come una sorta di "segno sacro". Esse venivano collocate nelle immediate vicinanze di un edificio ecclesiastico in modo tale da determinarne il perimetro giuridico, con la possibilità che fossero parte integrante anche di liturgie processionali.
Del resto, per quanto concerne l'ipotesi che queste croci fossero state erette da istituzioni ecclesiastiche, non mancava in passato la presenza di monasteri. Compreso nel litorale tra Antigori e Tuerra, dove i religiosi erano presenti fino alla metà del 900.

FONTI 
- Filippo Vivanet, “Sarrok: avanzi di edificio romano : maggio” Atti della R. Accademia dei Lincei. Memorie della Classe di scienze morali, storiche e filologiche (1889 - 1889); 
- Massimo Casagrande, "La Sardegna scoprì il mare. Intervento di scavo del 1951 di Giovanni Lilliu a Su Loi, Capoterra", Quaderni Friulani di Archeologia, 2016;
- Pagina Facebook @Foto di Sarroch

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