Sarroch in "Chorographia Sardiniae" di Francesco Fara del 1580

Una delle fonti più importanti che raccontano la Sardegna antica è il tardo cinquecentesco "Chorographia Sardinia" di Francesco Fara: un documento che ci regala dati storici di enorme importanza per ricostruire la storia di Sarroch e la genesi di alcuni toponimi del territorio.

Mappa di Mercator Gerardus (Gerardo Kremer) del 1554

L'AUTORE. Giovanni Francesco Fara, religioso, storico, geografo, umanista e studioso della Sardegna, è uno degli intellettuali sardi più illustri dell'epoca post medievale. Nato a Sassari da famiglia illustre nel 1543, compì i propri studi tra la Sardegna, il collegio spagnolo del Cardinale Egidio de Albornoz a Bologna e, successivamente, le lezioni del giureconsulto Camillo Plozio a Pisa. Dopo aver pubblicato alcuni lavori in ambito giuridico, rientrò nell'isola abbracciando la vita ecclesiastica. Ed è proprio in questa fase che produce due opere che lo consacrano quale "padre della storiografia sarda". Si tratta delle tardo cinquecentesche "De Rebus Sardois" e "Chorographia Sardiniae".  Quest'ultima rimase inedita sino all'Ottocento.

SARROCH TRA I VILLAGGI DISABITATI. Il dato storico più importante riguardante Sarroch che emerge dalla "Chorographia Sardiniae" è la collocazione del paese tra gli allora "villaggi disabitati" del sud dell'isola. Nella fase finale del cinquecento Sarroch era quindi spopolato e abbandonato, per tutta una serie di cause ben note, tra le quali la principale era il pericolo delle incursioni dei pirati saraceni provenienti dalle coste musulmane del Nord Africa.
A pagina 102 dell'opera il Fara racconta il territorio utilizzando testuali parole:
Interiit etiam in hac regione CASTELLUM PULAE, et SANTIS CONATAE, atque oppida Chiae, Saliònis, Horti-Jacobi, Turralbae, Vèstaris, Villae-novae, Petrae-salis, Cuchi, Petrae- stèrritae, Carabiònis, Paludis de Nuris, Sarrocae, S. Mariae Magdalenae, et Capitis-terrae. Inde Caralim versus sequitur alia maritima regio, quae dicitur CURATORIA-DECIMI...
Come si può notare l'elenco dei villaggi scomparsi è introdotto dai termini "Interiit etiam in hac regione CASTELLUM PULAE", che significa "morti anche, in questa regione del castello di Pula", non lasciando alcun dubbio sullo stato dell'arte di questi centri alla fine del cinquecento. 
Tra i nomi dei villaggi elencati, oltre a Sarrocae (Sarroch), è piuttosto immediato scorgere Chiae (Chia), Petrae-salis (Perd'e Sali), S. Mariae Magdalenae (La Maddalena) e Capitis-terrae (Capoterra).
Come sappiamo, di lì a poco, alcune genti provenienti dal Gerrei e devote a San Giorgio Vescovo di Suelli, avrebbero edificato un nuovo villaggio nell'agro di Sarroch in una zona che sarà chiamata "Barraccas de Susu", mentre l'abitato di Sarroch - Santa Vittoria (Barraccas de Basciu) avrebbe iniziato a riprendere forma a cavallo tra XVII e XVIII secolo.

TOPONIMI COSTIERI CINQUECENTESCHI. Nella parte iniziale dell'opera il Fara descrive in modo minuzioso la costa sarda, spiaggia per spiaggia, porto per porto, misurando in "passi" la distanza tra un punto e l'altro. Quando arriva a percorrere la costa sarrocchese utilizza alcuni toponimi tutt'ora ancora in uso, certificandone in questo modo le antiche origini. 
Ecco, di seguito, quanto l'autore riporta a pagina 34 e 35:
  • ad turrem speculatoriam su Loi, seu S. Magdalenae dictam, ubi litus Proseches a Ptolomaeo memoratum incipit - passus - 2500
  • ad ostium fluminis su Loi - passus - 1000
  • ad Tempadoris stationem . - passus - 1000
  • ad turrem speculatoriam loci fluminis-vini, seu Antigoris dictam - passus - 2000
  • ad stationem Portus-calcis - passus - 1000
  • ad stationem Sarrocae - passus - 500
  • ad Porlus-morboni stationem . - passus - 500
  • ad promontorium Cunicularium a Ptolomaco appellatum , ubi est speculatoria turris Savorrae, et desinit litus Proseches . . » - passus - 1000
  • ad speculam Columbi . . » - passus - 500
  • ad caput Petrae-salis . . » - passus - 2000
  • ad ostium fluminis Pulae in litore Forcatissi magnam aquae optimae copiam in mare volventis contra non procul positam insulam S. Macarii, inter quae est portus plurimis et maximis navigiis ... - passus - 2000
Tra i toponimi sarrocchesi è facile riconoscere, nel loro esatto ordine geografico: Flumini de Binu, Antigori, Sarroch, Portu Muvoni, la Torre di Punta Zavorra (appena edificata all'epoca dell'opera), Portu Columbu e Perd'e Sali. Viceversa, non sembra avere un immediato riscontro con i toponimi attuali "Portus-calcis", che dovrebbe trovarsi nella costa tra Antigori e Sarroch, probabilmente nell'attuale sito di Porto Foxi. Un'ipotesi plausibile è che "Portus Calcis" fosse il "Porto della calce", il porto nel quale era imbarcata la calce dei siti estrattivi limitrofi destinata ad essere esportata via mare in altri territori.

SCARICA IL DOCUMENTO. Nel proseguo dell'opera di "democratizzazione" della cultura, l'Assòtziu Cultùrali "VISIT SARROCH - Natùra, Istòria & Traditziònis" mette a disposizione di tutti i visitatori e appassionati la versione PDF di "Chorographia Sardiniae" di Giovanni Francesco Fara.
Basta cliccare sul banner sottostante per scaricare il file.

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