Sa Festa de su Cramu a Villa d'Orri

In paese il 16 Maggio è sempre stato il giorno de “Sa Festa de su Cramu”: uno degli appuntamenti più amati che legava i sarrocchesi ai marchesi Manca di Villahermosa, proprietari della storica Villa d’Orri all’interno della quale è inglobata la Chiesetta dedicata alla Madonna del Carmine.

L'ingresso alla tenuta di Orri. Foto d'epoca.

La storia della Chiesetta e di Orri ha radici lontane. Si racconta che nel cinquecento sorgeva in quest’area un Monastero di Frati. Del resto, il territorio di Sarroch, lungo i secoli, ha ospitato numerose istituzioni religiose che hanno rappresentato una costante nella vita del paese. 
Nel 900 un monastero di Frati è documentato nell’attuale area in cui sorge il cosiddetto "spaccio Saras". Prima del 900, informatori riportano testimonianze indirette di racconti su monasteri di suore o frati collocabili anche nel centro abitato di Sarroch di fronte alla Chiesa di Santa Vittoria, nell’angolo tra Via Sassari e Via Trento nello storico rione di Sriboneddu e in Via Lamarmora nel rione di Tonara. In un’epoca difficile da stabilire tra settecento e ottocento, ci sarebbero stati istituti religiosi anche nel rione di “Barraccas de Susu”, con un Monastero di Suore nel terreno che nel lato destro fiancheggia la salita lungo “S’arcu ‘e Lilliu” e un altro più verso l’entroterra dopo l'antico pozzo e l'abbeveratoio.
I frati o monaci trappisti si insediarono invece a Orri nel tardo medioevo, e vi rimasero fino a quando un epidemia di peste non distrusse la piccola comunità. Si racconta che il cimitero di questi poveri religiosi sterminati dalla malattia sia ancora oggi presente in una collina dell'area. 
Successivamente, si dovette aspettare l’intraprendenza di Don Stefano Manca di Villahermosa a cavallo tra settecento e ottocento per trasformare Orri nella Villa e abitazione dei Marchesi che oggi conosciamo.
Villa d'Orri (ph @Mauro Isoni) 
L'incrocio tra la famiglia Manca di Villahermosa e Orri avvenne nel 1774 quando Don Giacomo Manca Amat acquistò il terreno in un’area denominata “Vigna di Orri” dai coniugi Palmas. All'epoca non esisteva ancora un edificio definibile come casa padronale. Erano presenti una ventina di case rustiche con porticati e cortili, la Chiesa dedicata alla Vergine del Carmelo o Santa Maria di Orri, una Bottega chiamata “Ostaria Vecchia”, due giardini, un orto chiuso, due mulini, una fonte, la vigna e circa 1000 alberi da frutto.
Nel 1799 Don Giacomo cedette queste proprietà al figlio Stefano, marchese di Villahermosa e Santa Croce, che edificò la Villa che successivamente ospitò il Re Carlo Felice. Alla morte di Stefano Manca di Villahermosa, i suoi discendenti trasformarono le tenute di Orri in un’eccellenza nel campo della produzione agricola. In particolare, Orri conobbe un nuovo sviluppo con Don Vincenzo Manca Aymerich che restaurò la Villa, risanò dalla malaria le terre circostanti, ripulì il Parco e l’accesso al mare, e riportò Orri allo splendore di un tempo.
Le architetture della Villa e il suo lussuoso arredamento sono oggi uno straordinario patrimonio storico culturale che richiama attenzione e curiosità. Esso si sviluppa su due livelli: un piano terra dove erano presenti gli alloggi della servitù, i magazzini e le scuderie e un primo piano formato da otto grandi ambienti, una galleria e un vestibolo impreziositi da affreschi, dorature e varie decorazioni artistiche. 
Cappella di Villa d'Orri (ph @Luca Tolu) 
All’interno della struttura della Villa è inglobata la piccola Cappella della Vergine del Carmelo, che presenta una semplice pianta mononavata impreziosita con marmi policromi, numerosi ex voto e preziose statue e arredi. La Chiesetta è incorporata nell’edificio e la sua presenza non è più percepibile dall’esterno dove fino agli anni quaranta era possibile vedere il Campanile a vela oggi distrutto. In questa piccola Chiesa ogni settimana si celebra la Santa Messa e ogni anno si svolge una delle tappe più suggestive del Cammino di Sant’Efisio.
Meno conosciuta fuori Sarroch, ma intimamente legata alla cultura popolare sarrocchese è, invece, la Festa della Madonna del Carmine che si celebrava...........

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LA PRESENTE RICERCA, IN UNA NUOVA VERSIONE AGGIORNATA E AMPLIATA, TORNERA' AD ESSERE INTEGRALMENTE DISPONIBILE ALL'INTERNO DI UNA PROSSIMA PUBBLICAZIONE SU STORIA E TRADIZIONI DI SARROCH, CURATA DALL'ASSOCIAZIONE "VISIT SARROCH - NATURA, ISTORIA & TRADITZIONIS".

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