Viaggio nel tempo: interviste a Vittoria Pinna e Nina Musu sui Parroci di Sarroch

Pubblichiamo due straordinari documenti: le interviste del 2012 effettuate, per il sito della Parrocchia di Santa Vittoria, da Betti Caboni a Vittoria Pinna (classe 1917) e Nina Musu (classe 1918) sulla comunità di Sarroch e i ricordi dei sacerdoti che hanno segnato la vita del paese .
Momenti di vita quotidiana in "Pratz'e Cresia", primi del 900.

RICORDI DI SIGNORA VITTORIA PINNA
di Betti Caboni

Signora Vittoria mi invita a sedermi di fronte a lei, con la sua consueta gentilezza e disponibilità, mentre sta preparando le zucchine al tegame.
E’ molto orgogliosa nel rivelarmi che è nata nel 1917, quindi compirà 92 anni a settembre
Il suo dolcissimo viso si illumina quando le chiedo se ricorda qualche sacerdote della nostra parrocchia.

- Li ricordo tutti, sono stata amica delle loro sorelle, nipoti e genitori.
 
Insomma con tutte quelle persone che, di volta in volta, seguivano il parroco nel loro ministero a Sarroch.

- Con loro facevamo dolci e cucivamo.
 
Fervente cattolica, splendida voce del coro, è sicuramente la persona giusta per trasmetterci i suoi ricordi quale preziosa testimonianza di un passato che ormai non sarebbe possibile trovare da nessun altra parte.
I sacerdoti che ricorda sono accomunati delle stesse caratteristiche: giovani e gentili.
 
- Sono stata battezzata dal signor Vargiu (a Sarroch dal 1909 al 1918).
 
Mi stupisco del signor usato prima del nome del parroco, ma signora Vittoria mi spiega che il don era stato introdotto dal fascismo.
Mi viene in mente il don Abbondio di manzoniana memoria e che il termine era stato comunemente utilizzato, a partire dalla metà del Duecento, per indicare i nobili di alcune regioni, ecclesiastici e religiosi.
Don deriva dalla parola latina Dominus, che significa signore, padrone.
Il nobile è dominus cioè "signore, padrone" di terre, case, possedimenti in generale, per sua propria natura.
Il sacerdote è dominus, invece, per analogia con il Dominus del cielo e della terra.
Esempi letterari di personaggi famosi che portano questo titolo sono fra i nobili Don Rodrigo, Don Chisciotte e Don Giovanni; fra gli ecclesiastici Don Abbondio, Don Camillo.
Comunque, il fatto che in questo paese il don sia stato utilizzato solo a partire dal periodo fascista, rimane un mistero.
Ora capisco il predi Cao (a Sarroch dal 1900 al 1905) usato da mio nonno quando parlava del sacerdote che l’aveva battezzato e tenuto in casa sua per qualche anno, dato che  lui era un suo nipote.
E pensare che per tanti anni avevo immaginato che fosse il soprannome di un sacerdote sempre in vena di fare prediche.
Luigi Cao era un nostro paesano e viveva in una casa di sua proprietà in via Lamarmora.
Nella sua casa abbondava ogni ben di Dio per i regali avuti non solo dalla popolazione locale, ma anche da quella circostante per la sua capacità di recitare preghiere che erano di aiuto alle persone più deboli le quali non mancavano di ricompensarlo con abbondanti provvigioni.
Del sacerdote Antonio Vargiu ne parlava sempre una sorella di mio nonno, zia Greca, che andava a casa sua per aiutarlo nelle faccende domestiche.
A differenza di Luigi Cao, il signor Vargiu patì la fame come quasi tutto il resto del paese
Erano anni di miseria, ignoranza e fame.
Nella visita pastorale del 1907, l’Arcivescovo Pietro Balestra parlava dell’abbandono in cui si trovava la parrocchia da molti anni e nel 1914 l’Arcivescovo Francesco Rossi esortava il M. Rev. Signor Antonio Vargiu a occuparsi dell’istruzione religiosa dei fanciulli.
Purtroppo la Prima Guerra mondiale lasciò altra miseria e poco spazio a qualsiasi tipo di istruzione.
Zia Greca raccontava con tristezza che il sacerdote Vargiu le chiedeva di andare in chiesa per vedere se qualcuno avesse lasciato in offerta almeno un centesimo per poter comprare un pezzo di pane.
 
Signora Vittoria continua il suo viaggio nel passato.

-  Prima del 1928, anno in cui è stata inaugurata la casa canonica, alcuni sacerdoti abitavano in via Roma. Luigi Cao, come ho già detto, aveva una casa di sua proprietà in via Lamarrmora e il Rettore Secchi(a Sarroch dal 1918 al 1923) si era trasferito, con sorella e nipoti, nella bella casa in via Cagliari, attualmente di proprietà della famiglia Farigu.
 
Chiedo a signora Vittoria se ha mai sentito parlare dei presunti esorcismi praticati dal prete Cao e da don Antonio Exana (a Sarroch dal 1923 al 1929), ma lei mi risponde di no, si commuove, invece ricordando don Raffaele Perra (a Sarroch dal 1934 –morto nel 1937)

- Arrivò con la sorella Angelina con la quale strinsi una grande amicizia e ci conquistò subito con la sua dolcezza e gentilezzaLa sua morte ha colpito tutti. Al funerale, celebrato da molti sacerdoti della zona, c’era il paese intero. Non avevo mai visto la chiesa e la piazza così stracolma di persone, che lo piangevano sinceramente. Il suo ultimo anno di vita è stata segnato dalla sofferenza, ma non si arrendeva. Credo che avesse la leucemia. Mi capitava di incontrarlo per strada che camminava sorreggendosi al muro. Qualcuno si offriva di aiutarlo, ma lui rifiutava gentilmente e diceva che ancora ce la faceva. Espresse il desiderio di essere sepolto a Sarroch, non certo perché non avesse parenti al suo paese, mi sembra che fosse di Quartu S. Elena, infatti al suo funerale c’erano tutti i suoi familiari, ma perché qui era stato accolto con affetto e amicizia.
 
Lo stesso Arcivescovo Piovella, nella sua visita pastorale dell’ottobre del 34, dopo appena tre mesi dall’arrivo di don Perra, non mancava di segnalare la stima e l’affetto che la popolazione mostrava per questo zelante sacerdote.
 
Nei ricordi di signora Vittoria occupa un posto particolare monsignor Giovanni Tronci (a Sarroch dal 1938 al 1944).
 
- Aveva un grosso cane di nome Su Negus. Una volta, mentre passavo in piazza, mi è saltato addosso.
Per difendermi sono dovuta salire sul campanile; scesi solo quando mons. Tronci uscì dalla casa canonica, afferrò il cane e persino lo sgridò per avermi aggredito.
 
Signora Vittoria continua ad affettare le zucchine, ma vedo che è molto lontana dalla sua cucina: ricorda gli anni in cui cantava nel coro parrocchiale.
Per un certo periodo sua sorella Gigina aveva suonato l’armonium, sostituendo signorina Demontis la quale aveva avuto problemi con qualcuno della parrocchia.
Non posso fare a meno di pensare che certe cose non cambiano mai…
Colgo l’occasione per chiederle se in chiesa, oltre l’armonium, ci fosse anche un organo.
Lei conferma dicendo che però era stato regalato ai marchesi di Villa d’Orri visto che ormai non c’erano più uomini per poterlo suonare.
 
Non è conveniente che una donna suoni l’organo e vi cantino le fanciullein esso suonino e cantino gli uomini; le donne collochino l’armonium in chiesa dalla parte loro e ivi suonino e cantino. I canti liturgici siano secondo l’uso della Chiesa in due cori alternati degli uomini e delle donne".
(Ernesto Maria Piovella, visita pastorale 21 dicembre 1928).
 
Prima di andarmene, signora Vittoria spende due parole per don Mario Contu (a Sarroch dal febbraio del 52 all’aprile del 53)
 
Era una persona buona e gentile. Forse era troppo moderno per la mentalità di questo paese e sicuramente alcuni suoi atteggiamenti sono stati fraintesi.
 
Sono sicura che è proprio così e molte altre persone hanno di lui un ricordo affettuoso.
 
Saluto signora Vittoria e la ringrazio per la sua incredibile disponibilità, ma soprattutto per la sua testimonianza chiara, pulita e per averci fatto sentire un po’meno lontani dal nostro passato.


RICORDI DI SIGNORA NINA MUSU
di Betti Caboni

Signora Nina, novantuno anni portati splendidamente, sorride non appena mi vede davanti al suo cancello. Mi sta aspettando seduta in veranda, cercando un po’ di fresco in questa caldissima estate.
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È praticamente cresciuta in parrocchia e di sacerdoti ne ha sempre sentito parlare poiché sua madre, Virginia Caboni ( a destra, con il marito Salvatore Musu e la nipotina Gigina, madre di Antonietta e Bruno Tolu), era nipote del famoso predi Cao.
Signora Nina precisa che Luigi Cao era originario di Cabras ed era un cugino di sua nonna materna. I numerosi figli di questa cugina furono considerati da don Cao suoi parenti stretti e con tutti loro ebbe un rapporto di grande affetto.
Questo sacerdote era molto conosciuto soprattutto per le sue doti di esorcista.
Noto in lei una certa riluttanza a parlare di questo argomento, perché ha paura che possa essere fraintesa.
Certamente quando parliamo di queste cose ci muoviamo su un terreno estremamente delicato.
 L'esorcismo è un'antica e particolare forma di preghiera che la Chiesa adopera contro il potere del maligno.
 Ecco come nel Catechismo della Chiesa Cattolica viene spiegato cos'è l'esorcismo e come esso viene esercitato:
“Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l'influenza del Maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l'ha praticato (Mc 1, 25 s.); è da Lui che alla Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare (cf. Mc 3, 15; 6, 7.13; 16, 17). In una forma semplice l'esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L'esorcismo solenne, chiamato "grande esorcismo", può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa”.
La domanda che mi sono posta è se Luigi Cao avesse l’autorizzazione della Chiesa. Ovviamente ci muoviamo su un piano di supposizioni e deduzioni.
Sicuramente godeva della fiducia del Vescovo e questo lo si può intuire da un episodio che ha avuto come protagonisti questo sacerdote e il fratello di don Pepicu, il signorotto del Paese .
Signora Nina racconta che il nobil uomo, proprio in seguito ad un litigio, era riuscito a far trasferire il parroco a Villa San Pietro, ma dopo pochissimi giorni il prete era riuscito a ritornare a Sarroch e qui vi è rimasto per circa quaranta anni, praticamente per tutta la seconda metà dell’800.
Credo che senza la fiducia del vescovo questo sarebbe stato impossibile.
Dalle numerose testimonianze raccolte sappiamo che era un sacerdote generoso e che si prodigava per gli altri. La sua bella casa era piena di prosciutti, dolci, pane che lui distribuiva ai più poveri.
Arrivavano i cavalli carichi di provviste, dono per aver praticato qualche esorcismo. Era un sacerdote molto alto, snello. Quando passava per le strade la gente gli baciava rispettosamente la mano.
In casa della mamma di signora Nina c’era una sua foto appesa al muro
 
-Quando guardavo quella grande foto non potevo fare a meno di notare la forte somiglianza tra don Cao e l’immagine di don Bosco. Pensavo gli mancasse solo l’aureola…
 
Poco tempo dopo il suo ritorno a Sarroch, il fratello di don Pepicu si ammalò.
A don Cao fu subito chiesto se poteva fare qualcosa per lui, ma fieramente rispose:

 - Non posso fare niente per lui!

E mentre usciva aggiunse: 

La giustizia di Dio non vuole che venga fatto del male ai suoi ministri.
 
Signora Nina ci tiene a precisare che comunque don Cao agiva sempre nell’interesse delle persone e mai per danneggiarle.
Anni dopo, forse tormentata da qualche dubbio, si era confidata con Angelina, la sorella di don Raffaele Perra, la quale ne parlò subito con suo fratello.
 
Don Perra mi rassicurò facendomi capire che solo un’anima buona, eletta da Dio, poteva cacciare i demoni. Un demonio non poteva certamente cacciare un altro demonio.
 
Il ricordo di don Perra la commuove e ancora una volta ho l’opportunità di constatare quanto questo sacerdote fosse amato.
Le chiedo cosa avesse di speciale e lei mi risponde che aveva un carisma e una dolcezza fuori dal comune. Aveva grandi capacità organizzative e comunicative che fecero subito presa sui giovani.
 
- Non dimenticherò mai che, in occasione di un funerale, aveva detto che dovevamo essere sempre pronti alla chiamata di Dio e chissà quante persone fra i presenti, ci sarebbero state ancora l’anno dopo. Certamente non poteva immaginare che Dio avrebbe chiamato proprio lui nel fiore dei suoi anni!
 
Don Perra aveva portato una ventata di entusiasmo e gioventù. Di lui si ricordano le gite in campagna e soprattutto la cena della vigilia di Natale con tutti i chierichetti nella casa canonica.
Sapeva quanto fosse necessario accogliere la gente, farla sentire a proprio agio, venire loro incontro.
Succedeva a Giuseppe Pisu un sacerdote dai capelli completamente bianchi, curvo, stanco, che sembrava molto solo e infelice.
 
- Don Pisu aveva stretto amicizia con mio padre perché ogni tanto gli dava dei passaggi a Cagliari con il suo carro. Con lui si confidava e gli raccontava la sua vita solitaria.
 
Provo una stretta al cuore pensando a questo vecchio sacerdote che come il don Abbondio di Manzoni assomiglia ad un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.
Tutte le persone ricordano il suo nome, il suo aspetto, la sua malinconia, ma niente altro.
Completamente diverso dal suo predecessore don Antonio Exana, un prete di mezza età, alto, scuro di carnagione, con un carattere forte e determinato, in grado di gestire situazioni difficili in cui qualche volta era richiesta anche la capacità di esorcizzare.
Ringrazio signora Nina per la sua testimonianza e mentre vado via mi dice che i sacerdoti che ha conosciuto sono stati preziosi punti di riferimento per tutta la comunità, capaci di dare ottimi consigli e sempre un buon esempio di condotta morale e civile.


PARROCI DI SARROCH DAL 1900 AD OGGI
Fonte: sito internet della Parrocchia di Santa Vittoria

Don Luigi Cao1900Settembre 1905
Don Eugenio CossuOttobre 1905Gennaio 1907
Don Pasquale PiluduGennaio 1907Giugno 1909
Mons. Antonio VargiuGiugno 1909Ottobre 1918
Mons. Giovanni Battista SecchiOttobre 1918Dicembre 1923
Don Antonio ExanaDicembre 1923Marzo 1929
Don Giuseppe PisuMarzo 1929Maggio 1934
Don Raffaele PerraGiugno1934Dicembre 1937
Mons. Giovanni TronciMarzo 1938Settembre 1944
Mons. Giovanni SerraOttobre 1944Gennaio 1952
Don Mario ContuFebbraio 1952Aprile 1953
Don Giuseppe PibiriMaggio 1953Ottobre 1964
Don Modesto PudduOttobre 1964Settembre 1976
Don Mario SecciOttobre 1976Settembre 1989
Don Gian Piero ZaraOttobre 1989

Marzo 2014 

  Padre Gianni Locci                        Marzo 2014         Ottobre 2019

 

   Don Stefano Macis                       Novembre 2019

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